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Pendolaria 2013, la Padova - Calalzo tra le linee peggiori d'Italia

L'annuale classifica di legambiente sulle ferrovie italiane da incubo riserva un posto anche a quella che dal capoluogo patavino porta nel Bellunese, passando per la Marca

A pochi giorni dall'entrata in vigore del nuovo orario cadenzato in Veneto, Legambiente ha pubblicato l'annuale rapporto sulle peggiori linee ferroviarie d'Italia, "Pendolaria".

Non poteva mancare all'appello una delle linee più difficili della Regione: la Padova - Belluno - Calalzo, nota per le proteste dei pendolari di tre province, Padova, Treviso e Belluno.

LA CLASSIFICA - La classifica di Legambiente riguarda le dieci linee considerate peggiori, in base alle proteste degli utenti e a situazioni oggettive, come la scarsa qualità del servizio (tipo di convogli usati per capienza ed età), la carenza di orari adatti al servizio ai pendolari, la frequenza dei convogli, le condizioni delle stazioni e i tagli subiti nell'ultimo anno.

VENETO - A guardare i dati pubblicati a Legambiente, gli utenti veneti potrebbero consolarsi. La nostra Regione non è immune da tagli e rincari e, tuttavia, non è tra le peggiori. Il meno 3,35% di servizi sembra ben poca cosa rispetto al meno 20,8% della Liguria, mentre il rincaro del 15% subito dalle tariffe venete impallidisce rispetto al 47,3% piemontese.

Ciononostante appena sotto al podio delle tre peggiori linee italiane troviamo proprio una veneta: la Padova - Belluno - Calalzo.

LE PEGGIORI - Partendo dall'ultimo gradino della classifica troviamo, nell'ordine: la Potenza - Salerno, la Bologna - Porretta Terme, la Campobasso - Isernia, Roma, la Siracusa - Ragusa - Gela, la Milano - Codogno - Cremona - Mantova, l'Arquata Scrivia - Genova Bignole.

Medaglia di bronzo alla Regione Piemonte per le 13 linee tagliate, argento alla Nettuno - Roma e primo posto alla Circumvesuviana.

QUARTO POSTO - Nel mezzo, al quarto posto, la linea Padova - Belluno - Calalzo, dove la situazione è ogni giorno più difficile e i problemi potrebbero acuirsi a partire dal 15 dicembre. La ferrovia, lunga 155 chilometri, raccoglie un largo bacino di utenti, dagli studenti diretti all'ateneo patavino ai lavoratori.

Le lamentele dei pendolari non sono sfuggite a Legambiente: qualità del servizio in peggioramento, ritardi e cancellazioni a sorpresa, passeggeri lasciati sulla banchina senza informazioni né comunicazioni e, tantomeno, alternative su gomma.

Per favorire l'incrocio dei treni e rendere più veloce la percorrenza, che ad oggi si ferma intorno ai 50 chilometri orari, i comitati di pendolari hanno proposto di ripristinare il raddoppio del binario alla stazione di Pederobba, ma la proposta sembra essere caduta nel vuoto.

La situazione del trasporto ferroviario in Veneto - denuncia Legambiente - è sempre più complessa. A partire dal 15 dicembre, con l'introduzione del nuovo orario cadenzato, verranno soppressi otto treni tra Venezia e Milano, convogli interregionali che permettono la mobilità di un'utenza molto variegata: non solo studenti e lavoratori ma anche turisti. I tagli - spiega Legambiente - sono dovuti ai mancati investimenti da parte della Regione sui collegamenti pendolari, a favore dei treni condivisi con la Lombardia.

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