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Orticoltura e arte casearia per i richiedenti asilo: ecco il nuovo progetto d'integrazione

Si tratta del progetto "Nuove prospettive di comunità" promosso dalle associazioni del Laboratorio Cooperazione e finanziato da Volontarinsieme - CSV Treviso

TREVISO Promuovere un nuovo valore di accoglienza e scambio relazionale nella comunità locale. Questo l’obiettivo del progetto “Nuove prospettive di comunità” promosso dalle associazioni del Laboratorio Cooperazione (AVI - Ass. Volontari Insieme, I Care, Nats per…, AFR - Ass. Famiglie Rurali, Uomo Mondo, Terra del Terzo Mondo, Auser - Cittadini del Mondo) e finanziato da Volontarinsieme - CSV Treviso che coinvolge persone richiedenti asilo, persone immigrate stanziali e italiani che vivono momenti di difficoltà e solitudine.

Il Laboratorio Cooperazione rappresenta un coordinamento, per ora ancora informale ma in via di costituzione, di associazioni di volontariato e di promozione sociale impegnate nella cooperazione allo sviluppo. Da ormai quattro anni queste realtà hanno avviato una riflessione sul tema della cooperazione, con l’obiettivo di promuovere nuove pratiche e modelli volti a privilegiare la dimensione della relazione e della valorizzazione delle risorse locali e non la mera sussistenza e la dipendenza Nord-Sud del mondo. Un’attenzione particolare è rivolta al fenomeno della nuova migrazione, che vede molti giovani ragazzi richiedenti asilo bloccati all’interno delle strutture di accoglienza senza la possibilità di impegnare il proprio tempo in attività formative e di utilità per sé e per la comunità.

In collaborazione con le cooperative e le realtà che hanno in gestione l’accoglienza e permanenza di questi giovani, si sono attivati due corsi di orticultura a Treviso e a Montebelluna che hanno coinvolto 25 giovani richiedenti asilo tra i 20 e i 30 anni, che insieme ad altri ortolani hanno potuto acquisire nuove competenze, scambiare conoscenze e continuare la pratica in orti comuni o avviando orti nuovi all’interno delle strutture. A Vittorio Veneto, invece, è attivo un corso lattiero-caseario che coinvolge tre ragazzi ospiti della Caritas in un gruppo di dieci persone interessate ad imparare come produrre il formaggio, all’interno del caseificio Perenzin. Il tutto è stato reso possibile grazie alla collaborazione di associazioni, comitati, cooperative e aziende del territorio. Non sono mancati poi gli incontri in alcuni istituti scolastici superiori con persone che hanno ottenuto lo status di rifugiato e le visite in alcune realtà aziendali del territorio di Montebelluna. Le attività continueranno nei prossimi mesi, cercando di avviare collaborazioni anche con i comuni per le attività di pubblica utilità. Le associazioni del Laboratorio Cooperazione, però, non guardano solo ai paesi in via di sviluppo ma sono attente anche alle esigenze della comunità trevigiana, in particolare in un periodo delicato come questo in cui l’accoglienza verso l’altro non è così scontata.

Ecco quindi alcuni appuntamenti importanti per sensibilizzare la comunità. Il 16 giugno appuntamento alle ore 20.30 presso l’Auditorium Stefanini per lo spettacolo teatrale “Mamma li Turchi!” proposto dalla compagnia degli Ecoisti. Il 10 luglio Festa dell’accoglienza presso un parco della Città di Treviso (in via di definizione) con tutti coloro che hanno partecipato alle varie attività del progetto. La Festa sarà aperta ovviamente a tutta la cittadinanza per promuovere momenti di scambio e conoscenza reciproca. Dal 24 ottobre al 7 novembre si potranno ammirare in piazza Indipendenza e piazza Aldo Moro la mostra artistica Finis Terrae di Franco Tagliente che richiama il tema del consumismo e della cooperazione e la mostra fotografica Migranti di ieri, oggi e domani realizzata da Giorgio De Camillis che racconta esempi positivi di accoglienza. Il progetto si chiuderà con un convegno previsto per il 29 ottobre che riprenderà la riflessione sul ruolo della cooperazione in un quadro internazionale sempre più complesso e in continuo cambiamento.

Il Laboratorio Cooperazione sta procedendo con la costituzione formale e intende allargare la propria rete di partner, sia a livello associativo ma anche come singole persone, alle varie realtà presenti nel territorio provinciale. Con il riconoscimento a livello istituzionale, sarà più semplice presentare progetti condivisi e si darà un valore aggiunto alla stretta collaborazione tra i diversi soggetti impegnati in questo settore.  

richiedenti asilo orto San Paolo-2

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