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Giovedì, 18 Aprile 2024
Cronaca Salgareda

False fatture, assolti i vertici di Villa Dogarina

La storica azienda vitivinicola di Salgareda secondo la Procura aveva messo in piedi il maccanismo con l'intento di essere più competitiva sul mercato. La sentenza di non colpevolezza riguarda il 78enne Guido Tonus e il 50enne Ivano Camilotto

Finisce senza colpevoli la vicenda delle fatture false che sarebbero state da realizzate a due aziende "cartiere" da Villa Dogarina, storica azienda vitivinicola di Salgareda, con l'intento di essere più competitiva sul mercato. Dopo un procedimento durato quasi due anni e mezzo ieri è arrivata l'assoluzione per Guido Tonus, 78enne di Chiarano (difeso dall'avvocato Franco Codogno) e per il 50enne Ivano Camilotto (difeso dall'avvocato Luigi Faldalti), chiamati in causa come rappresentante legale e amministratore di fatto dell'azienda agricola. Per tre anni, dal 2012 al 2014 sarebbe stato venduto, secondo l'accusa, vino imbottigliato ad aziende che esistevano solo sulla carta per evitare il pagamento dell'Iva da parte dei reali acquirenti. L'unica a saldare il conto con la giustizia è stata Romina Tonus, figlia di Guido e moglie di Camilotto, che aveva assunto il ruolo di guida dell'azienda tra il 2013 e il 2014 e condannata in abbreviato a 2 anni

Nel 2012 l'Iva che secondo la Procura sarebbe stata evasa si aggirava attorno ai 200mila euro, nei due anni successivi (la contestazione in questo caso riguarda il solo Camilotto, in concorso con Romina Tonus) sarebbe stata pari a oltre 800mila euro e un milione e 200mila euro. Quella finita con la decisione emessa oggi, lunedì 7 febbraio, dal giudice Leonardo Bianco, era la "costola" trevigiana di una più ampia inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Venezia, Vicenza e Asti che, nel 2017, aveva squarciato il velo su una gigantesca truffa: comunissimo vino da tavola di bassa qualità sarebbe stato commercializzato come prodotto certificato Doc, Docg o Igt. Nei confronti di Villa Dogarina venne anche disposto un maxi sequestro per oltre mezzo milione di euro. Fu uno scandalo che aveva visto centinaia di persone finire sul registro degli indagati - con 5 misure cautelari - per associazione a delinquere transnazionale finalizzata all'evasione fiscale.

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