Armi vendute alla mala, Pellizzari al giudice: «Rovinato dal gioco d'azzardo»

L'ex assessore e titolare dell'armeria "Sportgun" di San Zenone ha confermato di aver venduto pistole e fucili in nero a Piergiorgio Canova, 55 anni, padovano, figura centrale dell'inchiesta

Denis Pellizzari

Ha confermato quanto aveva già raccontato agli inquirenti un anno fa Denis Pellizzari, il 42enne ex assessore di San Zenone e gestore dell'armeria-poligono "SportGun" comparso oggi, lunedì, davanti al gip Angelo Mascolo per l'interrogatorio di garanzia. L'uomo è attualmente  in custodia cautelare nel carcere di Treviso, coinvolto nell'indagine coordinata dal pubblico ministero Gabriella Cama, e condotta  dal nucleo investigativo dei Carabinieri di Treviso su un giro di armi e estorsioni che coinvolgerebbe esponenti della cosiddetta "nuova mala" del Veneto.

Davanti al gip, Pellizzari, indagato per traffico di armi, ha confermato di aver venduto pistole e fucili in nero a Piergiorgio Canova, 55 anni, padovano, figura centrale dell'inchiesta in cui figura come autore di una serie di estorsioni ai danni di un imprenditore della Castellana che,  minacciato anche di morte,  non aveva mai avuto il coraggio di denunciare.

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«Ho venduto quelle armi senza emettere fattura perché ero al verde, avevo finito i miei soldi giocando d'azzardo»: ha detto Pellizzari durante l'interrogatorio, assistito dal suo legale, l'avvocato Mauro Crocetta. «Ma -ha aggiunto- non sapevo che si trattasse di un malvivente. Lui si era presentato a me come amico di un albanese che avevo conosciuto qualche anno fa. Avevo necessità di denaro e ho accettato l'offerta. Poi però mi sono rifiutato di continuare a vendere senza fattura e allora sono stato minacciato». Il difensore ha chiesto che la misura cautelare venga attenuata in arresti domiciliari. Il giudice deciderà entro 5 giorni, sentito il parere della Procura.

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