Fucilata per uccidere il genero, scarcerato il suocero killer

Il gip di Treviso ha accolto la richiesta della difesa di modifica della misura cautelare e ora Giovanni Padovan, 91 anni, si trova agli arresti domiciliari in una struttura protetta nella zona di Pieve di Soligo

Da sinistra la vittima Paolo Tamai ed il genero-killer Giovanni Padovan

E' uscito di galera Giovanni Padovan, il 91enne che lo scorso 19 maggio ha ucciso con una fucilata al volto il genero Paolo Tamai. Il gip di Treviso ha infatti accolto la richiesta della difesa di modifica della misura cautelare e ora l'anziano  si trova agli arresti domiciliari in una struttura protetta nella zona di Pieve di Soligo. Il pubblico ministero Davide Romanelli, resta adesso in attesa della perizia psichiatrica sul 91enne affidata al dottor Tiziano Meneghel. L'esame dovrà chiarire se al momento di fare fuoco Padovan fosse o meno capace di intendere volere e se l'anziano possa stare a giudizio per rispondere del reato di omicidio volontario.

Per la Procura di Treviso furono "motivi futili" ad armare la mano dell'uomo che la mattina di domenica 19 maggio, al termine di un litigio, prese il suo fucile da caccia e lo puntò contro il genere 63enne che si trovava nel giardino, confinante con quello dell'omicida, della casa di Silea. A uccidere Tamai, imprenditore titolare di una società di meccanica a Villorba, fu un solo colpo, penetrato poco sotto l'occhio destro e probabilmente partito da breve distanza.

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Ora saranno gli esami balistici effettuati in incidente probatorio e il cui esito è atteso nei prossimi giorni a dire una parola definitiva sulla dinamica, in particolare sulla distanza da cui è stato fatto fuoco, sulla traiettoria del pallettone ritrovato conficcato nel cranio di Tamai e chiarire se Padovan abbia o meno mirato prima di premere il grilletto. A ritrovare il corpo di Paolo Tamai in una pozza di sangue fu la moglie dell'imprenditore, accorsa all'esterno dopo aver udito lo sparo.

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