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Un'immagine della conferenza stampa del Dirigente di polizia Biasutti

Un'immagine della conferenza stampa del Dirigente di polizia Biasutti

Marito violento stupra e sodomizza la moglie 21enne: viene arrestato

L'uomo, un 26enne marocchino, ha a più riprese violentato, minacciato e picchiato la moglie anche davanti al figlioletto. Arrestato, è ora in carcere

TREVISO L'ha minacciata, picchiata e violentata a più riprese e per diversi mesi anche di fronte al figlioletto di cinque anni, tanto che la moglie ha deciso di scappare e denunciare il tutto alle forze dell'ordine che lo hanno poi arrestato e condotto in carcere.

Si tratta di un cuoco marocchino di 26anni, R.K. residente nel trevigiano, che si trova ora nell Casa Circondariale di Santa Bona con l'accusa di lesioni personali, violenza aggravata e maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie 21enne e anche lei marocchina. I due sono sposati da circa 7 anni, ma hanno sempre vissuto separati, ossia lei in Marocco con il figlio e lui in Italia dove lavorava nella Marca: un classico matrimonio per procura quindi, a distanza. A gennaio 2015 però la svolta: la donna infatti decide di lasciare l'Africa e raggiungere con il bambino lo sposo a Treviso, ma fin da subito si accorge che il ragazzo è violento, spesso ubriaco e pericoloso, tanto che più volte lei viene minacciata e malmenata in casa senza apparenti motivi. A metà marzo però l'uomo scatena tutta la sua ira sulla povera moglie, inerme di fronte alle sue angherie, violentandola a più riprese nell'arco di una mezza giornata.

Era infatti notte inoltrata quando il giovane è rientrato a casa per l'ennesima volta alticcio e desideroso di avere un rapporto sessuale con la moglie. La ragazza però, visto le condizioni del marito, si è sottratta dalle sue braccia e questo ha fatto scatenare un raptus aggressivo dell'uomo: prima l'ha ingiuriata di fronte al figlio e poi nella stanza da letto ha abusato di lei sessualmente, sodomizzandola fino al mattino seguente e minacciandola di morte con un coltello da cucina se avesse opposto ancora resistenza. Solo in tarda mattinata la ragazza è poi riuscita ad uscire dalla camera senza farsi notare, e recuperando in tutta fretta qualche avere e il suo bambino è poi scappata fuori regione da alcuni parenti, seppur dolorante. A quel punto, non parlando lei alcuna parola di italiano, è stata accompagnata dai familiari al Pronto Soccorso dove è stata medicata e dimessa con una prognosi di una decina di giorni. Successivamente, allertate le forze dell'ordine, è scattata la caccia all'uomo che fin da subito, in alcune chiamate a conoscenti, dichiarava di essere preoccupato per quanto successo nei giorni precedenti e di essere pronto a scappare dall'Italia se le cose per lui si fossero messe male.

Dopo quindi un mese di indagine da parte anche della Squadra Mobile di Treviso, il 26enne è stato infine arrestato e sottoposto a misura cautelare in carcere su richiesta della Procura e del GIP di turno per via del pericolo di fuga e di ritorsione sulla vittima. Dalle indagini si è poi scoperto che la donna in questi mesi era stata più volte minacciata e picchiata, tanto da subire diversi colpi al volto e alle gambe che le avevano procurato diversi lividi e lesioni in tutto il corpo.

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