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Blitz anti-Forconi della Digos: perquisita l'abitazione di un trevigiano

Sono 18 le persone denunciate, tra cui un attivista 50enne, Paolo De Nardi. I reati ipotizzati dalla Procura di Latina sono associazione a delinquere finalizzata all'istigazione a delinquere e usurpazione di pubbliche funzioni

TREVISO Associazione a delinquere finalizzata all'istigazione a delinquere e usurpazione di pubbliche funzioni. Questo il reato ipotizzato dalla Procura di Latina nei confronti di 18 esponenti del movimento dei Forconi, tra cui ci sono anche un trevigiano di 50 anni, Paolo De Nardi, ed un triestino della stessa età. Alle prime luci dell'alba gli investigatori della Digos hanno fatto scattare perquisizioni ad Ascoli, Campobasso, Como, Firenze, Roma, Taranto, Treviso e con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

De Nardi ha commentato ironicamente sul proprio profilo Facebook: Questa mattina alle 5.00 mi sono visto arrivare la digos di Treviso. Finalmente dopo anni di attivismo contro questa Europa dei poteri finanziari, che si nutre della serenità delle nostre famiglie, un riconoscimento anche per me !!!

Destinatari delle perquisizioni persone che appartengono o sono vicine al Movimento e che hanno manifestato l’intenzione di porre in essere una serie di condotte criminose finalizzate, in particolare, a dare esecuzione al cosiddetto “Ordine di Cattura Popolare”, un documento di 19 pagine redatto da alcuni tra gli odierni indagati e dal contenuto fortemente istigatorio con il quale si incitano i cittadini ad “arrestare” tutti i parlamentari della Repubblica, gli esponenti del Governo e finanche il Presidente della Repubblica.

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Al riguardo, emblematico è quanto accaduto lo scorso 14 dicembre nei pressi di Montecitorio, allorquando un gruppo di aderenti aggredì l’ex parlamentare Osvaldo Napoli per eseguire il “primo arresto popolare di un politico”: nella circostanza, l’intervento di Polizia e Carabinieri in servizio di vigilanza scongiurò conseguenze peggiori e permise di identificare e denunciare 14 persone.

Nel corso dell’indagine gli odierni indagati si sono evidenziati oltre che per aver depositato presso alcuni Uffici di Polizia il suindicato “Ordine di Cattura Popolare” anche per aver postato sui social network inquietanti proclami di rivolta sociale e per aver partecipato a iniziative di piazza connotate da illegalità tra cui il citato tentativo di “arresto”.

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