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Martedì, 6 Dicembre 2022
Cronaca

Caccia ai ladri del reddito di cittadinanza, scattano le revoche

Indagine dei carabinieri del comando provinciale e dell'Inps. A Nervesa un cittadino aveva "dimenticato" di riferire la rioccupazione e ha incassato 10mila euro che ora dovrà rendere. Nove casi a Pederobba

Giro di vite sui beneficiari del reddito di cittadinanza nella Marca da parte del comando provinciale dei carabinieri di Treviso e la Direzione Provinciale dell’INPS del Capoluogo, guidati rispettivamente dal Colonnello Gianfilippo Magro e dal Dottor Marco De Sabbata. L’attività di accertamento del possesso dei requisiti da parte dei percettori di questo tipo di prestazione di natura sociale e a sostegno del reddito è stata oggetto di accurati accertamenti, in particolare, da parte dei carabinieri delle stazioni di Vedelago, Nervesa della Battaglia e Pederobba che hanno operato in contatto con gli uffici della Direzione Provinciale INPS.

Preliminarmente, già dallo scorso mese di febbraio è stata svolta un’indagine anagrafica su svariati nuclei familiari al fine di definirne l’effettiva composizione ai fini Isee e per la conseguente richiesta di reddito di cittadinanza. In Vedelago, è stato ad esempio riscontrato che vi erano nuclei familiari con componenti in stato detentivo, componenti sottoposti a misura cautelare personale, nonché a intervenuta condanna definitiva. Complessivamente sono state quindi rilevate 11 dichiarazioni Isee mendaci segnalate in procedura ISEE INPS, 9 prestazioni di reddito di cittadinanza revocate e 1 ulteriore revoca di competenza di altra provincia della Regione per un importo totale revocato da recuperare coattivamente pari a quasi 60mila euro.

Verifiche incrociate dei carabinieri della stazione di Nervesa della Battaglia e degli uffici Inps hanno, altresì, consentito di procedere a una revoca nei confronti di un cittadino che aveva omesso di dichiarare la rioccupazione di un componente il nucleo familiare, percependo così indebitamente la somma di quasi 10mila euro. A Pederobba, le verifiche in merito alla composizione dei nuclei familiari e alle dichiarazioni (evidentemente mendaci) relative all’Isee hanno portato alla revoca di 9 prestazioni di reddito di cittadinanza per un totale da recuperare di più di 50mila euro.

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