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Cronaca

Registra la moglie infedele, 40enne condannato

L'uomo, residente nell'hinterland trevigiano, ha ricevuto 4 mesi, ovvero il minimo della pena. Aveva carpito le frasi compromettenti dell'ex coniuge e dell'amante di lei, che stavano archittetando un piano terribile ai suoi danni

Il piano era diabolico: spargere in giro la voce di frequentazioni con prostitute e che avrebbe fatto uso di stupefacenti. Anzi: volevano mettere tra le sue cose della droga, in modo da rovinargli la reputazione e, con l'arma del ricatto, ottenere delle condizioni più favorevoli per la ex in sede di separazione. Ma la macchinazione ordita dalla donna, una 35enne dell'hinterland trevigiano, e dal suo amante, un pregiucato che è terminato recentemente di nuovo in galera, erano venute in orecchio a L.C., un 40enne del capoluogo. Così allo scopo di procurarsi le prove ha registrato le conversazioni che la moglie  intratteneva con l'amichetto all'interno dell'auto. E, arrivato al giudizio di fronte al giudice civile, che riguardava anche la gestione del figli, ha "recitato" le frasi compromettenti alla moglie, oltre a depositare le registrazioni agli atti del processo per la separazione, con i minori che gli erano già stati affidati al padre in via esclusiva.

Le attività di "spionaggio" del 40enne, se pur giustificate, lo hanno però fatto finire nei guai con la giustizia penale. F.M. lo ha infatti denunciato per interferenza illecita nella vita privata. Ed L.C., difeso dall'avvocato Denis Domenin, è stato condannato ieri in primo grado a 4 mesi, con la concessione delle attenuanti generiche, la sospensione della pena e la non menzione. Il difensore ha annunciato che probabilmente farà ricorso in appello.

La vicenda risale all'estate del 2018 quando L.C., con il matrimonio ridotto ai minimi termini e che covava il sospetto che la ex e il suo nuovo "amico" stessero archittetando qualcosa, decide di andare in vacanza con l'anziana madre e la figlia più grande, lasciando invece i due più piccoli in casa con la madre. Prima però installa un dispositivo per la registrazione delle conversazioni dentro alla macchina di lei. E' così che il piano diabolico di cui sarebbe dovuto essere la vittima viene interamente svelato: la coniuge si lascia andare a frasi e discorsi molto compromettenti con l'altro uomo. Parole che emergono in tutta la loro crudeltà a dicembre, quando L.C., dopo averle trascritte, le legge a F.M a cui confessa di aver fatto installare il dispositivo in macchina.

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