Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Botte e insulti alla festa di matrimonio, finisce tutto con un accordo di "buon vicinato"

I protagonisti della vicenda sono da una parte una coppia di 60enni e dall'altra una donna di 30 anni, finiti a processo per lesioni, molestie e rapina. I fatti, risalenti del 2017, sono solo una delle puntate di una faida familiare durata 50 anni. Gli avvocati hanno chiesto un rinvio dell'udienza finale facendo sottoscrivere agli assistiti un "patto" per la tolleranza reciproca dei vicini di casa

Un accordo fra vicini mette fine a una faida familiare durata 50 anni

Ci sono volute accuse incrociate e un processo per portare a più "miti consigli" due famiglie di Valdobbiadene, coinvolte in una "faida" che dura da oltre 50 anni che ha avuto il suo culmine durante una festa di matrimonio, finita a botte, insulti e con un Ipad in frantumi. Ad avere la peggio, in termini giudiziali, è stata una 30enne, moglie di uno dei membri dei due "clan" in guerra, che nel vortice di querele e contro querele si è beccata una denuncia per rapina.

Ora i legali dei contendenti, Daniele Panico da una parte e Manuela Gaio dall'altra, hanno fatto raggiungere ai tre protagonisti della vicenda, una coppia di 60enni e la "sposina", un accordo per mettere d'accordo i due nuclei familiari, che abitano uno di fianco all'altro: niente parcheggi fuori dagli spazi delimitati, niente baccano alla notte che disturbi i vicini, niente rumori molesti quando vengono messi fuori i rifiuti. Ma soprattutto l'invito a, sostanzialmente e cordialmente, ignorarsi. Se i termini saranno rispettati nei prossimi sei mesi allora si arriverà al ritiro delle rispettive denunce e il giudice potrà dichiarare il proscioglimento di tutte le parti in causa.

I fatti a cui fa riferimento il processo avvengono nell'estate del 2017. E' la giornata in cui la giovane donna convola a nozze con l'uomo con cui convive da almeno 10 anni e da cui ha avuto due bambini. Ma soprattutto il neo sposo appartiene ad una delle due famiglie belligeranti ed è il proprietario della casa che confina con quella dei due 60enni, che dall'arrivo della giovane non hanno perso un attimo per insultarla. Il giorno delle nozze, una giornata magica che per la giovane, ha infatti un epilogo amaro. Rincasando nell'auto guidata dal marito e con a bordo i due figlioletti la ragazza, all'uscita, viene affrontata dalla signora 60enne. Che le punta in faccia l'iPad e con fare ironico le dice: «Guarda che bella che sei oggi». Una frase che sarebbe stata solo apparentemente un complimento e che, complice forse qualche calice di troppo, scatena la reazione della 30enne, che risponde allontanando la donna con un gesto che fa sì che l'iPad cada a terra e vada in mille pezzi. In meno che non si dica si scatena il parapiglia: le due iniziano a tirarsi vicendevolmente per i capelli e graffiarsi. La 60enne è quella messa peggio, come dirà il referto del pronto soccorso. A fatica il neo marito riesce a staccare la coniuge dalla contendente e a riportarla finalmente a casa, sotto lo sguardo scioccato dei figli. Il bilancio sotto il profilo legale parla invece della coppia di 60enni accusata di lesioni e molestie e lei, la "sposina", che deve rispondere del ben più grave reato di rapina.

Ma se fra sei mesi dimostreranno di aver imparato a "convivere" civilmente le denunce saranno ritirate e il giudice non potrà fare altro che dichiarare chiuso il processo.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Botte e insulti alla festa di matrimonio, finisce tutto con un accordo di "buon vicinato"

TrevisoToday è in caricamento