Condannato per concussione, finisce in carcere: lavorava all'ospedale di Vittorio Veneto

Carlo Cetera, 71 anni, prestava servizio presso la ginecologia a Costa per conto di una cooperativa. Deve scontare 3 anni, 10 mesi e 24 giorni: quando lavorava a Pieve di Cadore chiedeva mazzette per saltare le code

Il dottor Carlo Cetera

Fino a pochi giorni fa prestava servizio presso il reparto di ginecologia dell'ospedale vittoriese di Costa, per conto di una cooperativa. Ora trova in carcere, dove sconterà una pena a 3 anni, 10 mesi e 24 giorni di reclusione per concussioni. Una condanna dovuta ad episodi risalenti al 2011: quando lavorava al centro di procreazione assistita di Pieve di Cadore, avrebbe chiesto mazzette ai pazienti per poter saltare le code. Parliamo del dottor Carlo Cetera, 71 anni, da qualche giorno rinchiuso nel carcere di Padova: l'iter giudiziario a suo carico si è concluso l'11 gennaio scorso con la sentenza che è divenuta finalmente definitiva (il 30 maggio 2019 la pronuncia della Cassazione).

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Il direttore sanitario dell’Ulss 2, dr. Livio Dalla Barba, precisa: «Il personale medico della Cooperativa che fornisce personale per il servizio di guardia pediatrica e ostetrico-ginecologica per il Punto nascita dell’ospedale di Vittorio Veneto viene selezionato sulla base del curriculum professionale che nel caso del dr. Carlo Cetera era assolutamente adeguato, per cui la Cooperativa gli ha affidato alcuni turni di servizio. Sulla possibilità che il dr Cetera, le cui vicende processuali sono note, continuasse ad esercitare si era espresso, rispondendo ad uno specifico quesito, l’Ordine dei Medici, precisando che l’ex primario poteva continuare ad esercitare fintantoché non fosse diventare esecutiva la sentenza di condanna emessa nei suoi confronti. Cetera ha, quindi, proseguito la sua attività, lavorando in numerosi ospedali, fino al momento dell’arresto. Per quanto riguarda il ricorso alle Cooperative – prosegue Dalla Barba – esse sono partner importanti sia del sistema sanitario che sociosanitario. Ricordo a tutti che nonostante i 19 concorsi banditi da Azienda Zero nel 2019, i 56 avvisi a tempo determinato e i 20 avvisi di mobilità nell’Ulss 2 mancano, ad oggi, 16 ginecologi. Stante l’attuale mancanza di specialisti, legata ad errori nella programmazione nazionale, il supporto delle Cooperative si rivela fondamentale per garantire alcuni servizi».

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