Artigianato, sportelli a rilento: «Errori delle aziende nella compilazione delle pratiche»

La Cgil trevigiana chiede al Governo di velocizzare il trasferimento delle risorse per il pagamento ai lavoratori dei mesi del Fondo di solidarietà bilaterale dell'artigianato

Nicola Atalmi (Immagine d'archvio)

Nicola Atalmi, responsabile del dipartimento Artigianato della Cgil trevigiana, ha lanciato in queste ore un duro atto di accusa: «Il lavoro dei nostri sportelli territoriali rallentato dai tanti errori delle aziende nella compilazione delle pratiche».

A livello Veneto, Ebav ha introdotto tre nuove misure a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori dell’artigianato colpiti dalla crisi. Sono state aperte le procedure per un ulteriore sostegno economico di 250 euro destinato alle famiglie monoreddito con figli con lavoratori in cassa integrazione e famiglie che vanno visto entrambi i genitori in cassa integrazione. Inoltre, lavoratrici o lavoratori artigiani che hanno dovuto usufruire di congedi straordinari per occuparsi dei figli, in conseguenza della chiusura delle scuole, possono ottenere un bonus aggiuntivo di 250 euro. Infine, potranno beneficiare di un bonus ulteriore di 100 euro a titolo di rimborso per spese aggiuntive sostenute per i figli che hanno dovuto seguire le lezioni scolastiche a distanza. «Sono tutte pratiche semplici e veloci - spiega Nicola Atalmi - che possono aiutare migliaia di famiglie trevigiane. Per questo consigliamo ai lavoratori del settore che sono stati interessati da cassa integrazione e dal Fondo di solidarietà bilaterale per l'artigianato e che hanno figli a carico di contattare gli sportelli Ebav delle sedi Cgil per inoltrare le domande di bonus.

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Come sindacato - prosegue Atalmi - stiamo continuando a sollecitare l'ente bilaterale al pagamento degli assegni del Fondo solidarietà in grande ritardo. Ogni giorno, infatti, rispondiamo a migliaia di richieste di persone che per i motivi più diversi non hanno ricevuto ancora il pagamento o sono in attesa dell’assegno dell’ultimo mese. Registriamo che spesso le pratiche non sono state inoltrate correttamente dalle aziende o dai loro consulenti o con dati mancanti (come l'iban o i recapiti telefonici). Errori che bloccano il lavoro di inserimento delle pratiche dei nostri sportelli e rallentano il processo - sottolinea Nicola Atalmi - Per questi casi consigliamo sempre ai lavoratori di informarsi su quale sia stata l’organizzazione sindacale che ha preso in carica la pratica e quindi chiamare per una verifica. Resta sempre anche il problema del trasferimento delle risorse per il pagamento dei mesi correnti - conclude Atalmi -  per questo la Cgil ha chiesto al Governo di intervenire con urgenza».

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