Coronavirus, la CGIL segnala alla Prefettura le aziende non conformi all’apertura

Il segretario generale Mauro Visenti: «Il sindacato è in prima linea per vigilare sul rispetto della legge a tutela della salute di tutti. Nessuno può sgarrare o fare il furbo»

La CGIL trevigiana ha segnalato alla Prefettura di Treviso, nella giornta di venerdì, una lista di aziende del territorio che non risponderebbero alla normativa sulla chiusura delle attività produttive prevista dal Decreto del Governo del 22 marzo. Aziende, secondo il sindacato, non conformi alla fattispecie per le quali è consentita la prosecuzione dell’attività avendo i requisiti di strategiche e essenziali in questa fase.

Un passaggio questo con la Prefettura previsto dal Decreto del Governo al fine di monitorare l’applicazione della normativa sul territorio provinciale e che vede coinvolto il Sindacato attraverso l’azione delle Rappresentanze dei Lavoratori nelle aziende e nelle fabbriche. Sono una dozzina le segnalazioni portate all’attenzione della Prefettura che dovrà verificarne la conformità rispetto alla normativa in vigore al fine di contrastare la diffusione dell’epidemia da Covid-19. Nel segno della collaborazione tra Istituzioni e Parti Sociali, sarà la Prefettura stessa a informare periodicamente i sindacati delle comunicazioni ricevute dalle imprese e dei provvedimenti presi. Lo scopo comune, come previsto dalla direttiva nazionale, è quello di assicurare la funzionalità della attività delle filiere produttive autorizzate dalla legge, nonché dei servizi di pubblica utilità e di quelli essenziali e comunque funzionali a fronteggiare l’emergenza.

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“Crediamo in questa collaborazione con la Prefettura al fine di svolgere al meglio un ruolo di rilievo in questo momento che non è solo quello di monitorare il territorio e vigilare sulla corretta applicazione della legge sul contenimento dell’epidemia – afferma Mauro Visentin, segretario generale CGIL Treviso – ma anche quello di compiere appieno il compito proprio del Sindacato, ovvero quello di tutelare lavoratori e cittadinanza. E quale tutela è più importante oggi se non quella della vita e della salute di tutti. Per questo nessuno può sgarrare o fare il furbo”.

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