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Nasce Tune veneto, la rete di imprese tra utilities

Presentata ufficialmente la nuova realtà al servizio del territorio. Collaborazione, sviluppo, partecipazione a bandi e progetti europei i punti cardine del progetto

TREVISO Si è presentata ufficialmente oggi, presso la sede della Provincia di Treviso, TUNE Veneto, la Rete di Imprese tra utilities delle provincie di Treviso e Belluno. Costituita ufficialmente il 28 febbraio 2018, TUNE Veneto rappresenta, oggi, un modello italiano pressoché unico, mettendo in rapporto diverse utilities dello stesso territorio unite dalla volontà di “fare sistema” in modo concreto ed efficiente.

Frutto di un percorso iniziato lo scorso anno, TUNE Venetosi propone,infatti, di recepire e sviluppare i temi oggetto di investimenti e promozione da parte dell’Unione Europea, ma anche a livello nazionale e regionale. Firmatari del contratto di rete, otto realtà del territorio che, per la prima volta, mettono insieme le proprie esperienze: Ascotrade, ATS Alto Trevigiano Servizi, Contarina, Savno, Piave Servizi, Ater Treviso, MOM Mobilità di Marca, Valpe Ambiente. Attori a cui si affiancano le municipalità (IPA – PAES) firmatarie di un accordo che ha lo scopo di implementare i progetti sul territorio, garantendo, con la loro partecipazione al progetto, una copertura del 70% della provincia trevigiana.

Una Rete di Imprese, TUNE Veneto, che fa proprie le indicazioni della Comunità Europea per l’innovazione sull’energia del futuro, ed ambisce a diventare punto di riferimento unico per i progetti europei, agendo al contempo sul territorio in modo coordinato e sinergico. TUNE Veneto opererà, in particolare, su tre filoni di azioni comuni, per la costruzione di un progetto sinergico a livello locale, nazionale ed europeo: Digital Platform – Big Data, Building Retrofit e Smart Mobility. Verranno dunque affrontati temi come l’economiacircolare, ovvero l’ideazione di sistemi in grado di rigenerare le risorse; il “waste to energy”, cioè la creazione di energia da un rifiuto; la digitalizzazione dei servizi, al fine di sviluppare la figura del “prosumer” (termine mutuato dall’inglese, composto dall’unione delle parole producer e consumer), vale a dire il cittadino che, da consumatore passivo, diventa parte attiva dei processi produttivi; oppure, ancora, l’efficientamentoenergetico degli edifici (retrofitting) e, infine, l’e-mobility, con particolare riferimento alla creazione di quelle infrastrutture necessarie per lo sviluppo della mobilità sostenibile. Argomenti su cui ognuna delle aziende coinvolte porterà la propria esperienza e progettualità, allo scopo di dare risposte adeguate alle esigenze del territorio, guardando con lungimiranza allo sviluppo di programmi comuni.

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