Ecosistema urbano: Treviso esce dalla top 10 dei capoluoghi provinciali

Gigi Calesso di Coalizione Civica per Treviso: «In buona sostanza nella classifica di Legambiente, la nostra città primeggia solo nella raccolta differenziata dei rifiuti»

Uno scorcio di Treviso

L’annuale rapporto di Legambiente “Ecosistema urbano” non porta buone notizie per la città di Treviso che scende dal settimo posto del 2019 all’undicesimo nella classifica della sostenibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani. I motivi dell’arretramento di posizione sono sempre gli stessi, almeno secondo Gigi Calesso di Coalizione Civica per Treviso: «In buona sostanza la nostra città primeggia solo nella raccolta differenziata dei rifiuti ma con l’85% “scende dal podio”, superata da Ferrara (86,2%), Pordenone (86,1%) e Mantova (85,6%). Uno dei problemi principali è quello che rimaniamo una delle città con l’inquinamento atmosferico più elevato (polveri sottili PM10 e PM2,5, biossido di azoto, ozono)».

«Sul fronte del servizio idrico permane significativa la percentuale di dispersione della rete (29,7%) e continuiamo a essere il penultimo capoluogo d’Italia per capacità di depurazione delle acque reflue, il 33% del totale. Basso anche il rapporto viaggi/abitante/anno sul trasporto pubblico pari a 110 mentre, solo per fare degli esempi, a Padova è 131, a Verona 173 - continua Calesso - Molto basse anche l’estensione della superficie stradale pedonalizzata in rapporto agli abitanti: 0,22 metri quadrati e la superficie verde fruibile in area urbana 18,8 mq/abitante contro i 31,8 di Rovigo, i 25,2 di Vicenza, i 25,1 di Belluno. Molto elevato, invece il trend del consumo di suolo/residenti e del livello di urbanizzazione/residenti con un indice di 7,60 (Rovigo è a 2,40, Vicenza è a 4,20, Verona a 5,40, inferiore perfino Padova, con 7,40). Bassissima la potenza installata (kW) su edifici pubblici ogni 1.000 abitanti di solare termico e fotovoltaico pari a 2,90, con Padova a 29,81, Verona a 26,29, Vicenza a 10,42».

«In buona sostanza, se vogliamo che la città sia sostenibile dal punto di vista ambientale non solo grazie alla raccolta differenziata dei rifiuti è necessario intervenire, in primo luogo, sul contrasto all’inquinamento atmosferico, sul blocco del consumo di suolo verde, sull’ aumento delle aree pedonalizzate e sulla depurazione delle acque reflue - chiosa l'esponente di Coalizione Civica - Non mi pare che l’attuale Amministrazione viaggi esattamente in questa direzione visto che la riapertura al traffico automobilistico di piazza San Vito, il “cemento responsabile” del sindaco Conte (con le proroghe dei piani di lottizzazione in scadenza e le decisioni che ampliano le superfici commerciali appaiono chiaramente contraddittorie rispetto alle esigenze di maggiore sostenibilità ambientale della città, che significa migliore qualità della vita per i residenti e maggiore attrattività per visitatori e turisti. Per non parlare della replica dell’”ordinanza anti-barbecue”. Non è forse un caso allora che, nel primo dossier di Ecosistema urbano anno in cui la maggior parte degli indicatori utilizzati da Legambiente si riferisce al 2019, anno interamente “governato” dall’attuale amministrazione, Treviso perda posizioni».

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