No a cemento e nuovi supermercati: depositata in Comune una raccolta firme

L'idea arriva da Gigi Calesso di Coalizione Civica per Treviso: «Ora ci aspettiamo che il sindaco prenda in considerazione le richieste presenti nella petizione»

Le firme raccolte

«Abbiamo depositato in Comune le 816 firme raccolte sulla petizione “Basta cemento e nuovi supermercati in città!” lanciata da Coalizione Civica per Treviso nell’ambito delle proposte dei cittadini per la redazione della Variante Parziale al Piano degli Interventi - dichiara Luigi Calesso - Le firme sono state raccolte in parte sulla piattaforma Change.org e in parte durante tavoli e iniziative pubbliche. Ovviamente le sottoscrizioni avrebbero potuto essere più numerose ma nelle ultime settimane abbiamo sospeso i tavoli di raccolta (al mercato, alle manifestazioni) a causa dell’inasprirsi dell’emergenza Covid. Nonostante l’attività di raccolta di firme sia ancora permessa, e avremmo potuto continuarla in tutta sicurezza, abbiamo preferito evitarlo. Ora ci aspettiamo che il sindaco prenda in considerazione le richieste presenti nella petizione».

Di seguito il testo dell’appello al sindaco Mario Conte:

Siamo donne e uomini, ragazze e ragazzi che, oggi come mai, vivono nella loro quotidianità e sulla loro pelle gli effetti negativi della violenza che l’uomo ha compiuto e continua a compiere sull’ambiente. Nella nostra città, viviamo costantemente respirando un’aria inquinata, rischiamo di bere acqua avvelenata, vediamo scomparire ogni giorno prati e alberi, soffriamo le conseguenze di un cambiamento climatico che con l’innalzamento delle temperature scatena fenomeni finora mai visti, posiamo i nostri piedi su un terreno sempre più fragile il cui equilibrio idrogeologico è stato pesantemente compromesso da decenni di cementificazioni, escavazioni, impermeabilizzazioni.

Siamo ben consapevoli del fatto che questo progressivo deterioramento dell’ambiente che ci circonda è dovuto in larga parte a fenomeni economici e a scelte di governo che vanno ben oltre la dimensione della città.Però, allo stesso modo in cui tentiamo di cambiare i nostri comportamenti quotidiani per non essere corresponsabili del disastro ecologico a cui assistiamo, riteniamo che anche chi amministra la nostra città debba compiere scelte che contribuiscano a ridurre l’impatto delle attività umane sull’ambiente. In questo momento, in relazione al consumo di suolo che contribuisce tanto al mutamento climatico quanto all’incremento dell’inquinamento atmosferico e a minare l’equilibrio idrogeologico, Le chiediamo:

- di proporre all’approvazione del Consiglio Comunale una variante al Piano degli Interventi che preveda il “consumo di suolo zero”, cioè in cui non sia previsto alcun tipo di possibilità di realizzazione di nuove edificazioni in aree verdi o di ampliamento di quelle esistenti che comporti utilizzo di superficie non impermeabilizzata;

- di porre in essere nell’ambito delle Sue competenze e di proporre alla Giunta Comunale e al Consiglio Comunale, per quanto demandato alla loro approvazione, tutte le misure utili a bloccare o ridurre il consumo di suolo già previsto nella pianificazione urbanistica comunale, ad esempio respingendo le richieste di proroga dei tempi di realizzazione dei piani di costruzione, non approvando le varianti ai progetti che permettano di rendere “appetibili” lottizzazioni finora bloccate, favorendo gli interventi di recupero edilizio che non comportino aumenti della superficie utilizzata e dei volumi;

- di non approvare le richieste di realizzazione di nuove strutture commerciali di medie e grandi dimensioni che fanno una concorrenza difficilmente sopportabile a quei negozi di vicinato che rappresentano luoghi di vita e di socialità dei nostri quartieri e che progressivamente sono costretti a chiudere proprio dalla competizione non sostenibile con supermercati e ipermercati.

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