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Zanoni (PD): "Rifiuti pericolosi in un cantiere della Pedemontana, presentata una Interrogazione"

«Quali sono gli esiti dei monitoraggi e chi pagherà per la bonifica del sito?» si chiede il consigliere regionale del Partito Democratico

«Ancora rifiuti pericolosi nascosti nel sottosuolo di un cantiere della Pedemontana: questa Superstrada sarà un doppio salasso per i veneti, sia per la sconsiderata convenzione firmata con Sis, che per la bonifica dei siti inquinati». A dirlo è Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico e Vicepresidente della Commissione ambiente, che ha presentato un’Interrogazione sulla discarica di rifiuti, addirittura pericolosi, scoperta a Volpago del Montello chiedendo notizie sull’esito dei monitoraggi eseguiti da Arpav.

«Il ritrovamento risale allo scorso settembre: ci sono lastre di Eternit, contenenti amianto - precisa Zanoni - laterizi, contenitori di oli esausti, elettrodomestici, rifiuti che per gran parte sono da classificare come pericolosi. Prima di andare avanti con i lavori deve essere caratterizzato il sito per poi realizzare le necessarie operazioni di bonifica. A che punto siamo? Qual è l’esito dei monitoraggi di Arpav e quali azioni sono state messe in atto per evitare l’inquinamento di suolo, aria e falda acquifera? E soprattutto chi pagherà i costi per la bonifica» chiede il Consigliere democratico trevigiano sollecitando la massima chiarezza sui proprietari dell’area, un’ex cava, e sul fatto se fosse o meno censita dalla Regione. 

«È un’opera è insostenibile sotto ogni punto di vista, come confermato dai tanti dubbi espressi nuovamente dalla Corte dei Conti solo pochi giorni fa, Valutazione di impatto ambientale compresa. Ma come hanno fatto la Via? Questa è la terza discarica che a sorpresa emerge durante gli scavi di cantiere? La nuova convenzione, tutta sbilanciata a favore del concessionario rischia di mettere a repentaglio le casse del Veneto dal 2020 al 2059, con i cittadini che saranno costretti a pagare anche esosi pedaggi. In più c’è la questione ambientale: i costi delle bonifiche non possono essere scaricati, pure questi, sulla collettività».

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