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Via del Mare, lavori da aggiudicare entro settembre: «Troppe le incognite»

Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, torna ad attaccare il progetto dell'arteria a pagamento per collegare la provincia di Treviso al litorale veneziano: «Un esproprio pubblico, pagato dai cittadini, per darlo in mano a un privato»

La Via del Mare è un'opera che a breve verrà aggiudicata. Si parla di settembre, questione di poche settimane. «Ma su questa realizzazione grava una montagna di incognite irrisolte di cui Zaia e Sis, già concessionaria della Pedemontana e con le mani su quest'altro progetto, si mostrano incuranti».

A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Veneto, Andrea Zanoni. «Da un lato i sindaci attendono un confronto con la Regione per approfondire i dettagli e soprattutto le conseguenze che la nuova arteria produrrà sui territori interessati. Un esempio su tutti, quello del Comune di Meolo che subirà i maggiori impatti, legati soprattutto al traffico di chi deciderà di deviare in paese per evitare il pagamento del pedaggio. Contemporaneamente, a proposito di impatto, ricordo a Zaia di aver presentato il mese scorso un'interrogazione per capire come si muoverà la Giunta a fronte di una autorizzazione VIA che è vecchia di 15 anni e che di fatto è carta straccia». L'esponente dem ribadisce che: «la procedura per la Valutazione di Impatto Ambientale è assolutamente da rifare, tenendo conto del clima che è cambiato, del rischio idrogeologico conseguente che è decisamente più grave, e pure del traffico che non è più quello di 15 anni fa. A dirlo sono la stessa Direttiva VIA e i recenti pronunciamenti dei magistrati dei TAR italiani. Se i Comuni vogliono, possono bloccare questo progetto con un ricorso al TAR partendo dall'abbondante giurisprudenza in merito. La Via del Mare - conclude Zanoni - è un esproprio di un bene pubblico pagato da generazioni di cittadini per darlo in mano ad un privato e penalizzerà soprattutto i trevigiani che da generazioni fanno quella strada gratuitamente. Sempre con la SIS e grazie agli errori di Zaia le esenzioni dei pedaggi di una settantina di Comuni, promessi per far digerire la SPV, sono scomparsi grazie alla modifica della convenzione. La Pedemontana, che sta causando un buco nelle casse regionali da decine di milioni di euro l'anno, ci ha insegnato che non ci dobbiamo fidare né della SIS né di Zaia».

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