Bar presi d'assalto, Zaia furioso: «Se continua così chiudo tutto»

Centinaia di persone al bar senza mascherina. La rabbia del Governatore del Veneto in conferenza stampa: «Ci vuole più rispetto: non si possono vanificare così 2 mesi di sforzi»

Plateatici presi d'assalto a Treviso (Foto di Caterina Lanza via Facebook, più sotto foto di Alberto Pezzella)

Martedì 19 maggio il Governatore del Veneto, Luca Zaia, è intervenuto con un durissimo sfogo contro il comportamento di moltissimi veneti che da ieri, lunedì 18 maggio, si sono riversati nei bar delle città senza rispettare le norme sul distanziamento e sull'utilizzo delle mascherine.

«Stiamo seguendo con apprensione la movida a cielo aperto avvenuta dopo la riapertura di bar e locali - ha esordito Zaia - Ho ricevuto decine di foto di persone al bar senza mascherina con lo spritz in mano. Non ci siamo proprio. Mascherina e regole sul distanziamento non devono essere vissute come coercizioni: sono due elementi salvavita. Trovo assurdo doverlo ripetere ogni giorno: le centinaia di persone uscite a far festa in queste ore magari sono le stesse che sui social fanno la morale e si lamentano che le cose vanno male. Li aspetteremo alle porte degli ospedali - tuona Zaia - Chi pensa che sia finito tutto è sulla strada sbagliata. Il virus non avrà più a sua disposizione una mitragliatrice ma è un cecchino, se ci contagia gli ospedali si torneranno a riempire e saremo di nuovo al punto di partenza. Ora che abbiamo svuotato gli ospedali la responsabilità di contenere il contagio spetta ai cittadini non più ai medici. Le regole d'ingaggio sono chiare: fino al 2 giugno bisogna rispettare tutte le norme. Mi appello ai giovani e ai cittadini: siate prudenti. Se tra dieci giorni i contagi torneranno ad aumentare chiuderemo di nuovo tutto. Ai complottisti dico: pensate ai 1820 morti (età media 82 anni) che il Veneto ha avuto. Ci vuole un minimo di rispetto».

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Lunedì 18 maggio Treviso era ripartita nel segno della convivialità e della solidarietà: bar e plateatici presi d'assalto da centinaia di persone, soprattutto all'ora dell'aperitivo e del dopo cena. Un lunedì sera che somigliava molto a un weekend estivo. «È stato bello vedere il sorriso di baristi e ristoratori. Ora sta a noi aiutare i nostri esercizi, con senso di responsabilità. Il virus non è stato ancora definitivamente sconfitto» è stato il commento del sindaco Mario Conte. In molti, a partire da baristi ed esercenti, hanno accolto con piacere la voglia dei trevigiani nel riversarsi di nuovo nei locali del centro. Le immagini circolate sui social nelle scorse ore però non hanno mancato di sollevare polemiche al veleno. In molti casi, infatti, distanziamenti e utilizzo corretto delle mascherine non sono stati rispettati. In orario aperitivo i controlli dei carabinieri si sono concentrati nella zona di Porta Santi Quaranta dove molti giovani si erano accalcati non rispettando le distanze di sicurezza. Nel dopo cena la movida è continuata nei locali del centro storico, coinvolgendo anche il lungo Mura e la zona di Porta San Tomaso. Tornare a bere lo spritz al bar con gli amici ha esorcizzato in molti trevigiani la paura per il contagio ma forze dell'ordine e istituzioni non vogliono abbassare la guardia: l'emergenza non è ancora finita.

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«La spesa sanitaria 'Covid' sostenuta dalla Regione Veneto negli ultimi due mesi ha superato i 100 milioni di euro e va a stabilizzare una spesa di 35 milioni di euro l'anno per i mille posti di lavoro in più creati nel mondo della sanità. Noi ne usciamo massacrati - ha spiegato il governatore del Veneto Luca Zaia nel corso del punto stampa odierno - se non arrivano risorse a ristoro. Non va in default il Veneto ma questa vicenda ci ha insegnato che gli investimenti sulla sanità devono essere primari sempre. Abbiamo deliberato - conclude - anche un'erogazione da quasi 61 milioni di euro come riconoscimento straordinario al grande lavoro fatto dalla sanità veneta nel corso dell'emergenza Coronavirus. Si tratta di una soluzione meritocratica, in quanto premierà maggiormente i sanitari che si sono più esposti a rischi - ha spiegato - Nei casi di maggior esposizione il bonus nella media sarà pari a 1.200 euro» ha concluso.

Il bollettino di Azienda Zero

Il bollettino diffuso da Azienda Zero per la giornata di martedì 19 maggio indica che sono 685 le persone attualmente positive al virus in provincia di Treviso (ieri erano 688). I decessi sono rimasti stabili a quota 303. 1656 sono i negativizzati (4 in più rispetto a ieri), mentre una sola persona in più rispetto a ieri è risultata positiva al test del tampone (in totale sono 2644). Le persone in isolamento domiciliare sono scese a 665 (rispetto alle 732 di lunedì). Un solo paziente è ancora ricoverato in terapia intensiva a Treviso, mentre, in area non critica, restano ricoverate 4 persone a Treviso e 18 a Vittorio Veneto. A livello regionale sono 524mila i tamponi effettuati ad oggi in Veneto. Sono 10mila e 700 in più rispetto a lunedì 18 maggio. Il problema annunciato dal Governatore del Veneto è che si è rotta la macchina dei tamponi e fino a giovedì potrebbe esserci un concreto ritardo negli esiti dei test con un conseguente rallentamento delle analisi in laboratorio. 3639 le persone in isolamento, 231 in meno rispetto a lunedì. Il numero dei positivi è salito a 18.997 +47 rispetto a lunedì. 577 i ricoverati -15. 44 i pazienti in terapia intensiva di cui solo 18 Covid-positivi. 3201 i dimessi, 14 persone in più rispetto a lunedì. Sale anche il numero totale dei decessi: 1820 di cui 1329 in ospedale, +7 rispetto a ieri. 95 i nuovi nati.

Il video del punto stampa del Governatore Zaia

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