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Martedì, 30 Novembre 2021
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Consumo del suolo: «Male il Veneto, peggio Treviso, anche per la Pedemontana»

Il politico Luigi Calesso commenta i dati preoccupanti dell’annuale rapporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale sul consumo di suolo in Italia

E’ stato presentato nelle scorse ore l’annuale rapporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) sul consumo di suolo nel nostro Paese. I dati confermano i (tristi) primati del Veneto e della Marca nell’utilizzo e nella impermeabilizzazione del suolo, come evidenzia l'immagine di questo articolo.

Il rapporto, oltre a fornire un quadro aggiornato del consumo di suolo in Italia, mette in evidenza i mutamenti avvenuti nel corso del 2018. Lo scorso anno il Veneto, con un incremento di suolo di 923 ettari è la regione italiana in cui si è consumato più suolo, seguita molto da lontano dalla Lombardia con 633 ettari. Alla fine del 2018 il suolo consumato in Veneto era pari a 227.368 ettari, il 12, 40% del totale, contro una media nazionale del 7,64%. Ancora peggiore la situazione della provincia di Treviso che con il 17,11% del territorio utilizzato (42.392 ettari) è seconda in Veneto solo a quella di Padova per suolo consumato rispetto al totale. Nel solo 2018 nella Marca sono stati utilizzati 7,5 metri quadrati di territorio per ogni ettaro contro una media regionale di 5,0 e una nazionale di 1,60. Le cose non vanno meglio per la città di Treviso che, con il suo 40,04% di suolo consumato è seconda tra i capoluoghi di provincia veneti solo a Padova per utilizzo di territorio rispetto al totale.

Il politico trevigiano Luigi Calesso è intervenuto sulla questione con parole molto dure: «L’analisi dei dati evidenzia un altro aspetto, quello degli effetti sul consumo di territorio causati dalla realizzazione della Pedemontana Veneta. Tra i comuni veneti con il maggior consumo di suolo nel corso del 2018 si registra, infatti, quello di Spresiano, con 13 ettari. Lo stesso comune di Spresiano e quello di Povegliano risultano tra quelli che hanno registrato sempre nel 2018 il maggiore utilizzo di superficie rispetto al totale: Povegliano con 57 metri quadrati per ettaro e Spresiano con 51,9 metri quadrati per ettaro. Entrambi i comuni ospitano tratti importanti della Pedemontana Veneta ed è quindi facilmente intuibile che una parte (probabilmente la parte maggiore) del consumo di suolo registrato nel 2018 a Spresiano e Povegliano sia dovuto proprio ai cantieri della superstrada. I dati e le analisi dell’Ispra portano, a mio avviso, ad alcune valutazioni di tipo politico piuttosto nette - commenta il politico trevigiano - La legge regionale del Veneto per il contenimento del consumo di suolo approvata a maggio del 2017 non ha sicuramente avuto effetto nel corso del 2018 mentre nella nostra regione si registra una crescente urgenza di ridurre la cementificazione, l’impermeabilizzazione, l’asfaltatura del territorio ancora non compromesso. Possiamo permetterci di attendere gli effetti della legge regionale mentre il Veneto è in testa alla classifica 2018 del consumo di suolo? Abbiamo la ragionevole certezza che la legge regionale sia sufficiente per bloccare e invertire la tendenza all’utilizzo indiscriminato di suolo con tutti gli effetti che ha sulla riduzione della capacità di assorbimento delle acque, di diminuzione della capacità di stoccaggio di anidride carbonica, di riduzione della capacità di ricarica delle falde acquifere? - in conclusione - La città di Treviso non ha bisogno di altro cemento, nemmeno del “cemento responsabile” del sindaco Conte. Il secondo capoluogo di provincia del Veneto per consumo di suolo ha bisogno di rigenerazioni urbane, di recuperi, di ristrutturazioni, non di nuovo utilizzo di suolo, come quello che questa amministrazione si appresta a consentire con le osservazioni al Piano degli Interventi che sono state approvate in Consiglio Comunale. La Pedemontana, ancora prima di essere terminata e di entrare in funzione, si conferma una infrastruttura che compromette il nostro territorio, contribuisce in modo pesante alla cementificazione, con tutte le conseguenze che ne derivano».

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