Crisanti ospite dell'Ateneo di Treviso: il Comune ritira il patrocinio

Bufera sulla decisione presa dal Consiglio comunale di Treviso lo scorso 13 ottobre. La giunta ha negato il patrocinio all'evento previsto per il 27 ottobre al teatro Del Monaco

Andrea Crisanti (Foto d'archivio)

Giovedì 13 ottobre il Consiglio comunale di Treviso ha deciso di ritirare il patrocinio all'inaugurazione del nuovo anno accademico dell'Ateneo di Treviso, in programma martedì 27 ottobre al teatro comunale Mario Del Monaco.

All'evento è atteso l'intervento del professor Andrea Crisanti e, secondo quanto riportato da "La Tribuna di Treviso", il Comune avrebbe deciso di togliere il patrocinio all'ateneo trevigiano «per alcune affermazioni di Crisanti che mettono in dubbio, con esternazioni del tutto personali, il lavoro svolto dagli operatori della sanità veneta». Apriti cielo: non appena la notizia ha iniziato a circolare, le opposizioni cittadine hanno lanciato strali contro la decisione del Comune: «Ritirare il patrocinio a un evento culturale perché l'ospite è uno scienziato che ha osato mettere in discussione Zaia è un autentico scandalo - tuona Luigi Calesso di Coalizione civica - Il professor Crisanti, a differenza di quanto sostiene la giunta di Treviso, non ha criticato "il lavoro degli operatori della sanità veneta" ma le scelte politiche della Giunta regionale in materia di gestione dell'emergenza Covid 19, cosa che, oltre a essere un suo diritto di cittadino, è anche un dovere per chi ha le sue competenze. Non possiamo certo dimenticare che è stato il professor Crisanti a impostare il piano di azione che, partendo da Vo' Euganeo, ha permesso di contenere l'epidemia da Coronavirus in Veneto. Che cosa è cambiato da allora? Non sono cambiate le competenze del virologo ma solamente l'atteggiamento del presidente Zaia nei suoi confronti, presidente che, dopo averlo trattato da eroe, lo ha messo in un angolo quando le argomentazioni scientifiche del professore non hanno più collimato con le sue esigenze politiche. E l'amministrazione comunale di Treviso, non appena ne ha avuto l'occasione, si è allineata al presidente della Regione, incurante dei suoi meriti scientifici e del ruolo determinante che ha avuto nella battaglia contro il Covid 19. Lancio fin da ora un appello - conclude Calesso - perché il professor Crisanti venga proposto per la cittadinanza onoraria della Città di Treviso, per il conferimento del Totila d'oro, perché abbia dalla comunità civile trevigiana un riconoscimento dell'importanza necessaria per cancellare la pessima pagina che la giunta comunale ha scritto con la revoca del patrocinio alla manifestazione dell'Ateneo di Treviso».

Al coro di proteste contro la revoca del patrocinio si è aggiunto anche il commento di Domenico Losappio: «La giunta che solo l'anno scorso ha concesso il patrocinio a urologi che facevano lezioni di storia, a geometri creazionisti che facevano corsi sull'autismo, a sedicenti ministri del Veneto Serenissimo Governo laureati in scienze giuridiche per fare corsi di "lingua" veneta, ha negato il patrocinio all'inaugurazione del prossimo anno accademico. La gravissima colpa dell'ateneo? Aver invitato a tenere una lezione sulla pandemia il dottor Crisanti, la persona che ha azzeccato praticamente tutto quello che si poteva per fronteggiare il Coronavirus. Che la vera colpa sia quella di Crisanti, e cioè di aver osato oscurare e criticare la luminosissima figura del capo, Luca Zaia? Il Comune si vergogni».

«È vergognoso che la Giunta di Treviso ritiri il patrocinio a un convegno dell’Ateneo di Treviso sulla pandemia perché la presenza del professor Crisanti non è gradita. Conte dovrebbe ringraziarlo: è anche merito delle sue intuizioni se la sanità veneta ha retto, se l’ospedale di Treviso non è collassato come quelli di Bergamo e della Lombardia. Evidentemente nello Zaiastan si può tutto, tranne criticare il Doge: un’idea di democrazia piuttosto singolare». È netto e negativo il parere di Andrea Zanoni, consigliere regionale trevigiano del Partito Democratico, sul dietrofront della Giunta Conte che ha deciso di ritirare il patrocinio all’evento ‘Il punto sulla pandemia, quali prospettive?’, in programma il 27 ottobre per l’inaugurazione del 210 Anno accademico. «Non era mai accaduto e le motivazioni, politiche, sono davvero imbarazzanti: l’Università è un luogo di libero confronto! Oltretutto il professor Crisanti, a differenza di quanto dice la Giunta, non si è mai permesso di criticare il lavoro del personale sanitario, sempre in prima linea. Ha invece legittimamente contestato chi mandava messaggi falsamente rassicuranti, raccontava favole, parlando di virus più debole o addirittura morto. Nel frattempo raccomandava invece misure più stringenti, specialmente per quanto riguarda tamponi e tracciamento, per evitare quello che sta purtroppo accadendo: un incremento esponenziale dei contagi». «Stiamo parlando di uno scienziato che dà lustro al nostro Paese, così come l’Ateneo trevigiano, non di un ‘apprendista stregone’ negazionista, di quelli che piacciono al segretario della Lega Salvini - prosegue Zanoni - Sono innegabili i suoi meriti nella gestione veneta dell’emergenza sanitaria e per questo l’avevo candidato al ‘Leone del Veneto’, proposta bocciata perché Zaia non può accettare che gli si faccia ombra, a maggior ragione in campagna elettorale. Ricordo che già il 20 gennaio Crisanti avvisò la direzione sanitaria della Regione che avrebbe acquistato reagenti per ben 500.000 tamponi Covid19, a fine marzo acquistò per il suo laboratorio una macchina dagli Usa capace di processarne ben novemila al giorno, ed è stata sua l’idea di gestire i contagiati da casa mettendoli in isolamento domiciliare, evitando un afflusso pericoloso verso gli ospedali. Conte, da sindaco e presidente regionale dell’Anci, conosce il ruolo avuto da Crisanti: negarlo per fini politici rende l’idea della sua inadeguatezza come primo cittadino».

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