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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Attualità Castelfranco Veneto / Via dei Carpani, 16

Hospice Iov, due anni di attività: «Oltre duecento pazienti in 24 mesi»

Dalla battaglia contro il Covid al dono di un prospettiva di vita più lunga, la struttura di Castelfranco Veneto festeggia il secondo anno di attività e traccia un importante bilancio

Due anni di attività, duecento pazienti presi in carico, tutti di età tra i 30 e i 100 anni. L'Hospice dello Iov di Castelfranco Veneto, reparto inaugurato il 18 gennaio 2020, e riservato a malati oncologici in fase terminale festeggia un traguardo speciale.

Un taglio del nastro, quello di due anni fa, celebrato nel periodo più critico della pandemia, con l’Italia presa d’assalto da timori, panico e paura. Eppure in un contesto tanto drammatico l’Hospice è apparso subito un’isola magica a parte: nessun paziente, malato terminale fu privato dall’assistenza, dalla vicinanza e dal conforto dei suoi cari. Non a caso precauzioni, premure, attenzioni, misure di sicurezza risultarono il fiore all’occhiello per riuscire a garantire l’impresa di assicurare una fine vita più dignitosa possibile a tutti  i ricoverati, alcuni provenienti dalla zona, altri da altre ragioni e altri ancora di etnie diverse.

Il lavoro delle assistenti che lavorano al quinto piano del monoblocco del nuovo ospedale sono state fondamentali per garantire una sopravvivenza ai pazienti, secondo le prime sommarie statistiche, superiore alla media rispetto a quanto si registra in strutture analoghe. Anche se in questo caso l’analisi merita un approfondimento in base alle patologie, le età, le forme tumorali. Di certo con una carezza e con un sorriso, lo staff della dirigente dottoressa Flavia Salmaso arriva dove ormai la medicina tradizionale non può più arrivare. Né la responsabile del reparto, né tutte le assistenti e neppure le infermiere si nascondono dietro ad un dito: a conseguire certi risultati lo si deve all’affetto, le premure, le attenzioni donate agli ospiti ma anche al contesto in cui è collocato l’Hospice. Come detto al quinto piano del monoblocco del nuovo ospedale di Castelfranco, dal quale si può godere una visione mozzafiato della città, e contemplare lo splendido parco di Villa Boiasco. Un panorama che sollecita tutto, serenità in testa, e scaccia ancora in più in là l'idea di una vita giunta al capolinea

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