Sanità privata, nuovo sciopero per oltre 1500 lavoratori trevigiani

Mercoledì 16 settembre la nuova mobilitazione indetta dai sindacati di categoria. Al centro della polemica la mancata sottoscrizione definitiva del contratto di lavoro per i dipendenti del settore

Mobilitazione in Piazza dei Signori a Treviso

«Continua e si intensifica la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Sanità Privata per il rinnovo del contratto promossa unitariamente dai Sindacati: dopo i presidi e le assemblee svolte sul territorio della Marca in queste settimane mercoledì 16 settembre sarà sciopero per oltre 1.500 addetti per l’intera giornata o turno di lavoro». A darne notizia, lunedì 14 settembre, sono state le sigle sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

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Al centro della mobilitazione, e in particolare dello sciopero del 16 settembre, fanno sapere Marta Casarin (Fp Cgil), Fabio Zuglian (Cisl Fp) e Roberto Meneghello (Uil Fpl), «la mancata sottoscrizione definitiva, da parte delle controparti, ovvero Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata) e Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari), della preintesa raggiunta il 10 giugno scorso sul rinnovo del contratto. Dopo 3 anni di trattative e 14 anni di assenza di rinnovo contrattuale, si era giunti alla sottoscrizione di un testo di contratto collettivo nazionale condiviso dalle delegazioni trattanti, datoriali e sindacali. Smentendo loro stesse, Aris e Aiop hanno successivamente sostenuto non esserci le condizioni sufficienti per sottoscrivere in via definitiva il contratto, venendo meno agli impegni sottoscritti e ponendo i lavoratori in una condizione di incertezza e privazione di riconoscimenti economici».
 
Per i sindacati si tratta di «un passo indietro nonostante ci fossero alla base del rinnovo garanzie istituzionali, confermate sia dal livello nazionale, il Ministero della Salute, che locale, dalla Conferenza delle Regioni alla Regione del Veneto. Non essendoci, quindi, fattori preclusivi alla sottoscrizione e alla sostenibilità del rinnovo contrattuale, la sola ragione della mancata sottoscrizione definitiva del contratto è riconducibile alla non volontà delle controparti di mantenere gli impegni già sottoscritti con la preintesa. Un comportamento questo - proseguono Casarin, Zuglian e Meneghello - che appare ancora più vergognoso se si pensa che, ancora una volta, le professioniste e i professionisti della sanità privata hanno operato, unitamente ai colleghi della sanità pubblica, per far fronte alla grave emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 con la stessa professionalità e impegno ma senza gli stessi diritti a un riconoscimento economico uguale. Per queste ragioni la mobilitazione prosegue con lo sciopero nazionale di mercoledì 16 settembre proclamato per l’intera giornata o turno di lavoro, con la garanzia di servizi minimi previsti» concludono.

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