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La sede dell'azienda trevigiana a Ponte di Piave (Foto d'archivio)

La sede dell'azienda trevigiana a Ponte di Piave (Foto d'archivio)

Stefanel, il Ministero chiede di ridurre gli esuberi e tenere la sede a Ponte di Piave

Importante vertice nella giornata di venerdì 1 febbraio. Il Ministero per lo sviluppo economico ha chiesto espressamente all'azienda di non eliminare la sede trevigiana

Si è svolto oggi, venerdì 1 febbraio, l’incontro al Ministero per lo sviluppo economico tra i vertici aziendali di Stefanel, la Regione Veneto, rappresentata dall’unità di crisi aziendali, guidata da Mattia Losego e le organizzazioni sindacali con i rappresentanti aziendali.

L’incontro, richiesto dall’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan, era stato convocato per approfondire gli orientamenti dell’azienda rispetto al piano industriale, in considerazione delle necessità di ristrutturazione espresse dal gruppo Stefanel, con relativa richiesta di accesso agli ammortizzatori sociali per 244 lavoratori sui 253 occupati dall’intera realtà produttiva, tra la ‘casa-madre’ di Ponte di Piave (circa 80 dipendenti) e la rete retail nel territorio. Dopo un'ampia e approfondita discussione tra le parti il Ministero, rappresentato dal vicecapo di gabinetto Giorgio Sorial,  ha chiesto all’azienda, con il supporto anche della Regione Veneto e delle organizzazioni sindacali, di verificare ulteriormente il piano industriale, invitando in particolare la proprietà a rivedere il numero complessivo degli esuberi e in particolare di mantenere preservata la sede centrale di Ponte di Piave. E’ stato infatti rilevato che qualunque iniziativa di riorganizzazione e di ristrutturazione, pur  necessaria,  dell’azienda non possa che passare attraverso la tutela della realtà produttiva trevigiana e delle attività ad essa connesse. Istituzioni e sindacati hanno ribadito che il rilancio del gruppo tessile trevigiano debba prevedere la conservazione del polo strategico di Ponte di Piave. La richiesta del  Mise, condivisa e sostenuta dalla Regione Veneto, attende ora un risposta dai vertici aziendali.

Considerando il sito produttivo di Ponte di Piave vitale per l’esistenza stessa dell’azienda, il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiesto ai vertici un piano industriale di rilancio e il ritiro della totalità degli esuberi sul comune trevigiano. Cristina Furlan, segretario generale Filctem Cgil di Treviso, in rappresentanza delle parti sociali convocate venerdì 1 febbraio, al tavolo ministeriale alla presenza della Regione del Veneto interviene sulla questione Stefanel. «Lo smantellamento del quartier generale di Stefanel a Ponte di Piave avrebbe un effetto drammatico sulle sorti dell’intera azienda – dice Cristina Furlan – questo è l’assunto al quale è giunto il Ministero dello Sviluppo Economico e che come parti sociali condividiamo pienamente. Confidiamo che non siano disattese le richieste delle Istituzioni, Ministero e Regione Veneto, relativamente alla presentazione nel più breve tempo possibile di un piano industriale di rilancio del marchio e dell’attività. Salvaguardare il futuro dei lavoratori e di una realtà che molto può dare ancora al nostro territorio – aggiunge la Furlan – sono gli obiettivi comuni di sindacato e istituzioni. Per queste ragioni l’azienda ha il dovere di elaborare un vero piano di rilancio».

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