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Lotta agli accattoni, via i "professionisti" dalla città

Il provvedimento del Comune di Treviso non è generalizzato: riguarda solo i "mendicati di professione", aventi determinate caratteristiche

TREVISO - Lotta all'accattonaggio selettiva. Le disposizioni del Comune di Treviso per allontanare gli accattoni dalla città non sono generalizzate, bensì sono rivolte a casi specifici: quelli dei "mendicanti professionisti".

A fare chiarezza sul provvedimento che ha sollevato non poche perplessità in città è il vicesindaco Roberto Grigoletto. Il foglio di via raggiungerà solo una certa tipologia di soggetti, aventi determinate caratteristiche. I destinatari saranno persone non iscritte all'anagrafe, nullafacenti, prive di legami familiari nel Paese e in condizioni di salute tali da poter sopportare l'allontanamento.

Niente a che fare, dunque, con il provvedimento proposto a suo tempo dalla giunta leghista. La misura dell'amministrazione Manildo distingue tra poveri veri e protagonisti del racket dell'elemosina, gestito da organizzazioni criminali. Per questo gli agenti della polizia locale e della questura lavoreranno fianco a fianco con i servizi sociali.

Il rischio, però, è che i mendicanti cacciati da Treviso si spostino nei centri limitrofi. Per questo la lotta all'accattonaggio verrà coordinata con gli altri Comuni, in primo esperimento di Pa.Tre.Ve.

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