Delitto di Rolle, Papa contro gli inquirenti: «Contro di me metodi mafiosi»

Accusato del duplice omicidio dei coniugi Nicolasi, si scaglia violentemente. Il pubblico ministero Davide Romanelli si è rivolto alla Corte: «Chiederò l’invio degli atti alla procura per oltraggio a magistrato in udienza e calunnia»

Il luogo del delitto e le vittime

«Contro di me metodi mafiosi». Sergio Papa, il 35enne a processo con l'accusa di omicidio volontario per il barbaro assassinio di Loris e Annamaria Nicolasi avvenuto il 1 marzo del 2018 a Rolle, si è letteralmente scagliato contro  carabinieri e inquirenti accusandoli. Lo ha fatto inveendo contro l'accusa durante l'udienza di ieri. Tutto è avvenuto durante la deposizione di uno dei militari del nucleo investigativo che ha condotto le indagini e che ha partecipato alle perquisizioni a casa dei genitori di Sergio Papa e di altri componenti della sua famiglia.

«Avete preso a casa mia un paio di pantaloni - ha detto Papa dal banco degli accusati - perchè proprio quelli e non tutti gli altri? Magari ci potete andare anche adesso, magari trovate qualcosa. La realtà è che durante le perquisizioni non avete mai trovato nulla, né a casa mia né da mio fratello o da mia nonna. State facendo un processo sulle chiacchiere». E poi quei riferimenti ai "metodi mafiosi".

Il pubblico ministero Davide Romanelli si è allora rivolto alla Corte. «Ci sta dando dei mafiosi, chiederò l’invio degli atti alla procura per oltraggio a magistrato in udienza e calunnia»: è stata la reazione del magistrato. Subito dopo il presidente della Corte Michele Vitale, dopo aver chiesto all’imputato di moderare i toni e di calmarsi, ha in effetti disposto l’invio degli atti alla Procura.

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