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Corruzione alle Fiamme Gialle: i due finanzieri rimangono liberi in attesa di giudizio

Il gip di Treviso ha stabilito che sono venute meno le esigenze cautelari nei confronti del capitato Stefano Arrighi e del luogotenente Biagio Freni, così come per Andrea Ongetta

TREVISO Dopo Andrea Ongetta anche per il capitano Stefano Arrighi e per il luogotenente Biagio Freni è stata revocata la misura degli arresti domiciliari perché il gip di Treviso ha stabilito che sono venute meno le esigenze cautelari. Tutti insomma tornano definitivamente liberi in attesa di giudizio, anche se la Corte di Cassazione aveva stabilito che i due finanzieri, indagati assieme all'imprenditore di Ponte di Piave per concorso in corruzione, sarebbero dovuti tornare ai domiciliari rigettando i loro ricorsi.

Le indagini del sostituto procuratore Giulio Caprarola, titolare dell'inchiesta, non sono ancora chiuse. La Procura di Treviso è infatti convinta che le condotte contestate ai tre indagati siano penalmente rilevanti. La prova regina sarebbero i frame della cessione dei due orologi Iwc, avvenuta il 13 maggio scorso al termine di un pranzo al ristorante “Al Migò” situato all'interno dell'hotel Ca' del Galletto, come regalo da parte di Andrea Ongetta ai due finanzieri per aver ammorbidito, secondo gli inquirenti, una verifica fiscale. Incontro a cui avevano partecipato, in borghese, alcuni colleghi dei rappresentanti della fiamme gialle per documentare tutto e sarebbe stato l'epilogo di mesi di intercettazioni telefoniche e ambientali.

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