rotate-mobile
Giovedì, 18 Aprile 2024
Cronaca San Pietro di Feletto

Trovano 300 chili di marijuana nel suo casolare, 65enne condannato

Antonio Resera, 65enne di San Pietro di Feletto, era finito in manette nel giugno del 2020. All'interno di un capanno di sua proprietà erano stato trovato l'ingente quantitativo di stupefacente, che l'uomo avrebbe conservato per l'albanese Metaj Besnik, ritrovato cadavere nei boschi vicino a Como nel 2017 con due proiettili conficcati in testa

Era finito in manette l'8 giugno del 2020 al termine di una vasta operazione che aveva smantellato un'organizzazione italo-albanese specializzata nello spaccio di sostanze stupefacenti non solo nella Marca ma anche nelle province di Venezia, Como, Lecco e Reggio Calabria oltre che all'estero, in particolare in Albania, Romania, Germania, Inghilterra. Nel suo casolare a San Pietro di Feletto erano stati ritrovati circa 350 chilogrammi di marijuana, 270 grammi di cocaina, nonché sostanze dopanti ed anfetamine. Oggi 30 maggio Antonio Resera, 65enne agricoltore, con numerosi precedenti tutti per droga, si è presentato davanti al gup Piera De Stefani per essere in abbreviato. L'uomo, difeso dall'avvocato Alessandra Nava, è stato condannato a 4 anni e 5 mesi.

Resera era buon conoscente di Metaj Besnik, pregiudicato albanese di 39 anni che viveva nel coneglianese, trovato morto nei boschi di Eupilio, nel comasco. Il suo corpo venne scoperto nel 2017 in avanzato stato di decomposizione con due fori di proiettili all'altezza delle tempie, segno evidente di una esecuzione. Era stato Besnik, entrato in confidenza con Resera, a piazzare la droga all'interno del casolare, a cui aveva accesso. Il 65enne, al tempo dell'arresto, aveva spiegato che lui dello stupefacente non ne sapeva nulla. Una volta scoperta la "roba" aveva chiesto al 39enne spiegazioni e quando ha realizzato che era sparita (sequestrata dagli investigatori) aveva avuto paura di essere incolpato.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Trovano 300 chili di marijuana nel suo casolare, 65enne condannato

TrevisoToday è in caricamento