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Cronaca

Chiede un "favore" ad un benzinaio che le fa una richiesta choc: «Paga 10 euro per il tempo»

La disavvantura è successo nel corso della mattinata di venerdì 25 alla moglie del sindaco di Spresiano Marco Della Pietra, vittima di un piccolo incidente stradale. La donna e il padre del primo cittadino avevano chiesto una leva al personale di una stazione di servizio per alzare il paraurti che toccava leggermente la ruota. Il primo cittadino: «Un intervento durato forse due minuti, è stata una cosa di una bassezza indefinibile»

Dieci euro per una leva prestata per risolvere un piccolo problema all'auto. In questa estate di "scontrini pazzi" è successo anche questo. Protagonista involontaria della "avventura" è stata, venerdì 25 agosto scorso, la moglie del sindaco di Spresiano Marco Della Pietra. E' stato lo stesso primo cittadino a raccontare la storia in un lungo post su Facebook. «Giuro che non ho né inveito né offeso, anche se la tentazione era forte: Dio solo sa quanto avrei voluto gridargli di vergognarsi» ha commentato indignato dalla Pietra.

«Venerdì mattina - racconta il sindaco - mia moglie doveva portare nostra figlia piccola a fare delle analisi e lungo il tragitto verso il laboratorio è stata tamponate da un’auto. Sono scesi tutti, fortunatamente illesi, ma non avevano il modulo per la constatazione amichevole al che mia moglie mi ha chiamato (io ero a casa col piccolino) e raccontandomi l’accaduto mi ha detto della necessità di avere un CID. Mi sono sincerato che stessero bene e ho chiamato mio padre chiedendogli di raggiungerle con il modulo e così ha fatto. Hanno compilato il tutto ma quando è stata l’ora di ripartire c’era il paraurti posteriore dell’auto che toccava la ruota sinistra. Ora, immaginate la scena: una mamma con la figlia di 4 anni, appena tamponate, ancora spaventate e agitate, e mio padre, che non ha più 30 anni, che cerca di sistemare a mano il paraurti».

«Fatalità - prosegue Della Pietra - lì vicino (per non dire a pochi metri) c’era un distributore di benzina e mio padre ha chiesto ad un ragazzo che ci lavorava se avesse potuto prestargli qualcosa per fare leva e spostare il pezzo dalla ruota. Detto fatto: il ragazzo ci ha pensato lui e con una leva in due minuti ha spostato l’ostruzione liberando la ruota. Mio papà allora, per gentilezza, ha chiesto se avesse dovuto qualcosa e il ragazzo gli ha risposto:”si figuri se non ci si aiuta in queste occasioni!”. Lieto fine. Invece è uscito il proprietario del distributore (che evidentemente aveva assistito alla scena dall’interno) dicendo che “il tempo è denaro” e chiedendo 5/10 euro per il “disturbo”. Mia moglie e mio padre inizialmente credevano scherzasse ma quando hanno capito che era serio, interdetti, hanno allungato (sbagliando, sicuramente) 5 euro a testa al signore (tra lo stupore del dipendente e di alcune persone che avevano assistito alla scena) e se ne sono andati quasi senza rendersi conto della cosa. Mia moglie poi mi ha chiamato raccontandomi l’accaduto».

Lo scontrino incriminato

«Ho aspettato che rientrassero a casa - prosegue il racconto - e ho voluto fare un passaggio dal signore di cui sopra. Arrivato lì subito ho parlato con un ragazzo, convinto fosse lui, dicendogli che non ritenevo corretto quanto fatto ma questi mi ha indicato il suo capo all’interno della struttura. Sono entrato, ho aspettato che un paio di persone pagassero il rifornimento e poi gli ho manifestato tutto il mio dissenso in ordine al suo comportamento. Senza alzare la voce. Gli ho chiesto se fosse stato il caso di chiedere dei soldi in quella situazione e a quelle persone. Eticamente la ritenevo (e la ritengo) proprio una cosa di una bassezza indefinibile. Inqualificabile proprio. Gli ho detto che ognuno fa i conti con la propria coscienza e che di certo non ero andato lì per riavere i soldi. Però lo scontrino sì, quello lo volevo. Perché passi che sei un uomo infimo ma almeno Iva e tasse le paghi. Me l’ha fatto subito mal celando un palpabile imbarazzo dietro una finta tracotanza, asserendo che io non ero presente e che non sapevo quanto tempo avesse perso (in realtà ho avuto praticamente la diretta telefonica e lui, tra l’altro, non aveva mosso un dito) e che “el ghe gavea prestà el levarin” (aveva prestato loro la barra di ferro)….pensa te! A una donna con una bimba di 4 anni e un signore di 75 che, sudato fradicio, tentava di sistemare un paraurti a mano lui, persona dall’animo nobile, aveva prestato la leva e aveva altresì impegnato parte della sua forza lavoro per aiutare i malcapitati. Due minuti. Totale: 10 euro. Devo avergli anche detto che a sti prezzi lui viaggia a 300 euro all’ora. “Ma mi ghe ne gaveo domandà 5 o 10».

«Giuro - conclude Della Pietra - che non ho né inveito né offeso, anche se la tentazione era forte; Dio solo sa quanto avrei voluto gridargli di vergognarsi. Ora, io so benissimo che la stragrande maggioranza dei benzinai mai si sarebbe comportata come questo tizio e mi spiace molto che all’interno della categoria ci siano persone di questo tipo che, ovviamente, ledono la reputazione anche di chi si comporta correttamente. E magari la fanno sempre franca perché nessuno dice nulla. Beh, stavolta anche no. Per la cronaca, come potete leggere, mi ha fatto uno scontrino per lavaggio auto esterno (anche perché non credo che tra i tasti predefiniti ci fosse un “prestazione col levarin”) ma almeno, lo ripeto, ci pagherà Iva e tasse».

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