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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

Minacce al direttore della Cna, 50enne condannato a quattro mesi

La vicenda risale al 2017 e sarebbe stata legata al pagamento che l'imputato sosteneva gli fosse ancora dovuto. Il reato per cui si era inizialmente aperto il processo, cioè estorsione, è stato riqualificato in esercizio abusivo delle proprie ragioni

«Morirai di una malattia, polmonare, oppure di cuore, magari di qualche cosa di più serio».  Non erano certo dei complimenti quelli Giuliano Rosolen, che al tempo - siamo nel 2017 -  dei fatti ricopriva la carica di direttore della Cna di Treviso, si era trovato nella cassetta postale di casa. Il "redattore" di quelle lettere poi era stato individuato: si trattava di di A.B., un 50enne  che aveva svolto un periodo di prova, legato ad una sostituzione per maternità, presso la sede dell'associazione di categoria degli artigiani in Strada Ovest. Subito era scattata la denuncia e l'uomo era finito a processo, accusato di estorsione. Oggi 16 febbraio è arrivata la sentenza: riqualificato il fatto in "esercizio abusivo delle proprie ragioni" A.B. è stato condannato a 4 mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena.

Le missive erano legate al pagamento di 644 euro, cioè l'importo corrispondente al periodo in cui il 50enne aveva lavorato alle "dipendenze" di Rosolen. Nell'autunno del 2017 Rosolen aveva iniziato a vedersi recapitate delle della corrispondenza con una busta bianca, senza francobolli né mittente. Una volta aperta l'ex direttore della Cna aveva trovato all'interno un foglio nel quale era raffigurata una lapide con la sua foto. Nella raffigurazione c’erano anche il suo nome e cognome, la data di nascita e la scritta "Treviso 19 dicembre 2017", giorno della sua presunta morte.  Le indagini della Polizia sono rapide e fanno risalire l’identità del presunto autore del fatto ad A.B, che è un ex impiegato di Cna che per tre mesi aveva sostenuto un periodo di prova in vista della sostituzione di una addetta che era incinta.

L’impiegato, secondo quanto ricostruito nel corso del processo, avrebbe più volte protestato, in sede di Cna, nei confronti del responsabile paghe e anche con lo stesso Rosolen, in quanto reclamava un arretrato di oltre 600 euro mai saldato. A lui gli inquirenti erano arrivati in seguito ad una perizia calligrafica, dopo aver trovato nel suo computer il file con l’epigrafe contro Rosolen. 
 

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