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Cronaca San Pelaio / Via San Pelaio

Tentato omicidio a San Pelajo, l'accusa chiede quattordici anni di reclusione

Durissima requisitoria del pubblico ministero Barbara Sabattini nel corso del processo, che si celebra con il riuto abbreviato, a José Yeico Rodriguez, un dominicano 37enne che il 18 dicembre del 2022 avrebbe picchiato selvaggiamente la fidanzata

Quattordici anni di carcere. Questa la richiesta (in abbreviato) formulata oggi, 16 giugno, dal pubblico ministero Barbara Sabattini nei confronti di José Yeico Rodriguez (difeso dall'avvocato Alessandra Nava), un dominicano 37enne, che il 18 dicembre del 2022 avrebbe infierito sulla fidanzata, una italiana di 27anni (costituitasi come parte civile e rappresentata dall'avvocato Francesco Murgia), con pugni, calci in faccia e colpi al torace per i quali era stata ricoverata d'urgenza all'ospedale Ca' Foncello di Treviso dove aveva subito un delicato intervento chirurgico ad un rene. L'uomo è accusato di tentato omicidio, lesioni personali gravissime (avrebbe aggredito anche un'amica della compagna) e rapina aggravata, essendosi impossessato dei cellulari delle due donne nel tentativo di impedire che potessero dare l'allarme.

Rodriguez, per cause non chiarite, avrebbe iniziato a picchiare la sua compagna nella casa della giovane a San Pelajo, colpendola a calci in faccia, sul torace e sulle gambe, per poi scagliarsi anche sull'amica. Per evitare che le vittime potessero allertare le forze di polizia, prima di andarsene si era impossessato dei telefoni cellulari di entrambe. A far intervenire i militari è stato un vicino di casa, al quale si era rivolta una delle due. Il presunto aggressore, una volta rintracciato nella sua abitazione a Preganziol, era stato arrestato e condotto in carcere.

La ragazza era già stata vittima di un pestaggio, avvenuto sempre a casa sua, circa un anno fa: picchiata e gettata dalle scale, al momento di recarsi al pronto soccorso per farsi medicare avrebbe ricevuto minacce da parte del compagno. «Non dire niente di quello che è accaduto» avrebbe detto Rodriguez. Qualche mese fa, invece, nel parcheggio del locale in zona Fonderia a Treviso, dove il dominicano lavorava saltuariamente come deejay, un altro episodio: uscita fuori a fumare una sigaretta, la 27enne sarebbe stata "sorpresa" mentre parlava con un altro ragazzo. E anche in questa occasione sarebbe partite le botte.

Non era insomma la prima volta che il 37enne le metteva le mani addosso e sempre a causa di un atteggiamento morbosamente geloso. La 27enne, che farebbe parte della famiglia Major, clan di etnia Sinti, non avrebbe mai voluto coinvolgere i propri parenti nelle sue questioni personali per evitare che si potessero intromettere e anche per paura delle ritorsioni ma avrebbe cercato di lasciare Rodriguez che, nelle frequenti occasioni in cui si lasciava andare al consumo di alcol, sarebbe diventato ingestibile.

Nel corso dell'interrogatorio di garanzia José Yeico Rodriguez avrebbe fornito una versione diametralmente opposto a quella della ragazza. «Era lei - ha spiegato il dominicano - che voleva che la nostra storia continuasse ma io non la volevo più. Abbiamo passato la serata insieme e abbiamo bevuto, loro (la 27enne e la 22enne, n.d.r.) più di me. Poi, di prima mattina, sono andato nell'appartamento di San Pelajo per mettere in chiaro le cose ed è scoppiato un litigio. L'ho colpita ma non ho realizzato di averlo forte, non volevo farle del male e certamente non desideravo ucciderla. Le cose non sono andate come è stato raccontato dai giornali». L'uomo ha anche un precedente riguarda un piccolo spaccio di stupefacenti. Si torna in aula, per le repliche di fronte al gup Cristian Vettoruzzo e la sentenza, il 29 giugno prossimo.

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