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Le due donne accusate dell'omicidio

Le due donne accusate dell'omicidio

Sopraffatto dalle due donne e preso a botte: ecco come è morto Paolo

L'autopsia sul corpo del 57enne, ucciso venerdì scorso. A causare il decesso, secondo il dottor Alberto Furlanetto, sarebbero state in particolare le lesioni rilevate a livello toracico, provocate forse da una pressione esercitata con il peso del corpo

Paolo Vai è morto per le botte ricevute e inferte da Patrizia Armellin e Angelica Cormaci. E' questa la prima indicazione che emerge dall'esito dell'autopsia sul corpo del 57enne condotta ieri pomeriggio dal dottor Alberto Furlanetto, l'anatomopatologo incaricato dalla Procura. A causare il decesso potrebbero essere state in particolare le lesioni rilevate a livello toracico, provocate forse da una pressione esercitata con il peso del corpo. Se quelle lesioni siano state sufficienti a provocare la morte quasi certamente per soffocamento o se invece abbiano scatenato una reazione a catena, tra cui una crisi cardiaca che potrebbe essere stata innescata da un attacco dell'epilessia di cui l'uomo soffriva, lo diranno i test che verranno effettuati sui tessuti polmonari, cerebrali e cardiaci i cui risultati arriveranno entro 60 giorni.

La bastonata in testa, racconta l'esito dell'autopsia, non è stato mortale. Il colpo ha provocato un vasto ematoma e una ferita lacero contusa ma nulla di fatale. Così come Paolo Vaj non è morto per soffocamento quando le due donne gli avrebbero messo un cuscino sulla faccia, come loro stesse hanno confessato. L'esame della salma non mostra infatti i segni tipici del soffocamento provocato da un oggetto appoggiato con pressione contro il naso e la bocca. Ma sul torace sono state rivenute tracce di lesioni importanti. Durante la colluttazione, è una possibile ipotesi, una delle due donne o tutte e due, per cercare di bloccarlo nei suoi impacciati tentativi di reagire alle botte che stava ricevendo, gli si sarebbe messa sopra.

La difesa di Patrizia Armellin e Angelica Cormaci, affidata al collegio composto da Marina Manfredi e Stefania Giribaldi, ha annunciato di voler chiedere un incidente probatorio per una perizia sulle lesioni riportate dalle due donne e soprattutto una perizia psichiatrica per valutare le loro condizioni di salute mentale, in particolare alla luce del triangolo di relazioni virtuali che le due donne e Vai avevano intrecciata in SecondLife. Sul 57enne sono stati inoltre effettuati dei prelievi di sangue per verificare, come chiesto dai legali della Armellin e della Cormaci, se Vaj fosse affetto da malattia virali che possano aver rappresentato un con-causa del decesso.

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