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Il collettivo alla Piave (foto Ztl)

Il collettivo alla Piave (foto Ztl)

Ztl non si arrende: innalzate le barricate all'ex caserma Piave

Il noto collettivo si prepara ad un sempre più probabile sgombero dell'ex caserma occupata. Nel frattempo vive il centro sociale Django

TREVISO - Una cicloofficina, un bar, diversi eventi culturali e un centro sociale. Ecco cosa può trovare nelle ultime settimane chiunque si appresti all'ex caserma Piave di via Monterumici a Treviso. Uno "spazio liberato" dall'incuria del tempo, rimesso per quanto possibile a nuovo da parte del noto Collettivo Ztl cittadino.

A differenza però delle passate occupazioni in luoghi dimenticati del centro città, i ragazzi di Ztl Wake Up questa volta non sono intenzionati ad andarsene per nessun motivo e per questo nella giornata di lunedì, dopo una falsa soffiata sull'arrivo dei "celerini" della polizia, i giovani hanno eretto vere e proprie barricate all'ingresso per impedire alle forze dell'ordine di penetrare all'interno. Inoltre sono già stati programmati anche diversi piani di fuga, per esempio sui tetti, proprio a dimostrazione di come il Collettivo questa volta faccia sul serio e sfidi apertamente le cariche cittadine ed istituzionali.

A dare man forte al gruppo poi ci sarebbero anche diversi ragazzi provenienti da tutta la Marca trevigiana e dalle altre province venete, soprattutto giovani arrivati dai centri sociali di Padova. Ecco allora che questa volta l'occupazione prende anche un nome, o meglio, si è deciso si aprire ufficiosamente il primo centro sociale trevigiano proprio all'interno degli spazi dell'ex caserma tirati a lucido per l'occorrenza. Il nome che si è dato al nuovo spazio è quello di Centro Sociale Occupato Django, in onore del film di Quentin Tarantino con Leonardo Di Caprio. Nel frattempo, dopo la soffiata del mattino, il Colletivo lunedì nel tardo pomeriggio si è organizzato per una fiaccolata partita dalla Piave e giunta fino a Ca' Sugana con il sostegno di diversi cittadini e anche del consigliere comunale di Sel Said Chaibi: tutto ciò per ricordare le promesse del Sindaco Manildo, in fase elettorale e non solo a detta di Ztl, su uno spazio cittadino dedicato ai giovani. Infine, con l'occasione, i ragazzi hanno voluto anche far presente come nel terreno della caserma occupata sia presente diverso materiale in eternit che non solo inquina la zona, ma sarebbe molto pericoloso anche per un asilo nelle vicinanze e per questo si sono resi disponibili a far entrare qualsiasi tecnico specializzato nella rimozione del materiale. Perchè Ztl, come recita un loro slogan, non è solo occupazione.

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