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Città veneta della cultura 2023, si candidano le colline Unesco del Conegliano Valdobbiadene

Aderiscono i 29 Comuni dell'area. Marina Montedoro, presidente dell’associazione per il patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene: «La candidatura è simbolo della sinergia e della capacità di fare rete delle nostre Colline»

«Insieme, come una sola realtà. Insieme per celebrare la cultura e la bellezza. La candidatura a “Città venera della cultura 2023” dei 29 Comuni dell’Area delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene è il paradigma che desideriamo per un territorio che si muove unito da un intento comune ed è simbolo della sinergia e della capacità di fare rete delle nostre Colline. Il nostro trait d’union è il paesaggio, unico nel suo genere, che ricorda al mondo come l’interazione rispettosa tra uomo e natura sia essenziale per tutelare la ricchezza che ci circonda e che dobbiamo preservare. Abbiamo fortemente voluto che a candidarsi fosse proprio il binomio “territorio-città” unito e coeso che, guardando al futuro, fa della valorizzazione delle distintività territoriali l’asset strategico di sviluppo di tutta l’area». Con queste parole Marina Montedoro, Presidente dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, commenta la candidatura dell’area delle Colline del prosecco di Conegliano Valdobbiadene patrimonio dell’umanità UNESCO a diventare “Città veneta della Cultura 2023”.

La candidatura è stata presentata in forma associata per i 29 Comuni interessati attraverso l’IPA (Intesa Programmatica d’Area) delle Terre Alte della Marca Trevigiana. Una candidatura caratterizzata da un calendario unico di 60 proposte per un totale di 130 eventi sul tema “musica per il paesaggio e musica nel paesaggio”. Al centro del progetto, infatti, c’è la musica per valorizzare la bellezza del paesaggio con il suo patrimonio artistico e culturale, ma anche la cultura del cibo e i talenti locali, tutti elementi caratteristici dell’area del sito Unesco.

«Abbiamo voluto presentarci uniti - spiega Stefano Soldan, sindaco della città di Pieve di Soligo e Presidente dell’IPA - e questa è la nostra forza. La specificità della candidatura risiede nella capacità di unire il ricco patrimonio paesaggistico ai tanti beni culturali storico-architettonici presenti, creando eventi emozionali grazie alle diverse proposte musicali che valorizzeranno i luoghi e promuoveranno un nuovo modo di pensare il territorio dei comuni. Abbiamo immaginato un calendario unico che unisce le diverse città e i diversi luoghi che ci caratterizzano, così non solo i nostri concittadini, ma anche i turisti e i visitatori che verranno nell’area Unesco possano muoversi in tutto il territorio, per scoprirlo ed amarlo ancora di più».

Il progetto è stato affidato alla professionalità di Smart Land, società che si occupa di valutazioni, analisi e strategie, e che ha accompagnato anche la candidatura delle Colline Patrimonio UNESCO al “Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa”. Questa nuova candidatura rappresenta infatti la prosecuzione di un percorso collettivo e comunitario di valorizzazione culturale-paesaggistica che è stato intrapreso in questi anni, a partire dalla candidatura Unesco delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, fino alla recente adesione del territorio al bando Capitale italiana della cultura 2022 che, con la proposta “Paesagire” promossa dal Comune di Pieve di Soligo assieme alle Terre Alte della Marca Trevigiana, lo ha visto rientrare tra le dieci città finaliste.

«La proposta – commenta il coordinatore tecnico della proposta Federico Della Puppa di Smart Land - parte da un’idea forte già sperimentata in occasione della candidatura alla Capitale italiana della cultura 2022, ovvero che in queste terre il paesaggio è il sistema culturale per antonomasia e per valorizzarlo abbiamo pensato di utilizzare la musica come veicolo, con il motto “musica per il paesaggio, musica nel paesaggio”, perché tutti gli eventi che verranno proposti individuano come “palco” spazi naturali e storici, alcuni anche inconsueti ma identificativi del paesaggio locale, con eventi anche in orari particolari, ad esempio all’alba, in luoghi molto suggestivi, dai laghi alle vigne, dalle chiesette rurali ai belvedere, perché qui, come diceva Zanzotto, “non resta che cingersi intorno il paesaggio».

La proposta è stata elaborata dai sindaci dei comuni in co-progettazione con l’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, il GAL dell’Alta Marca, il Distretto del Cibo, Unpli e le Pro Loco, l’Istituto Diocesano Beato Toniolo, l’Unione Montana delle Prealpi Trevigiane e la Fondazione Fabbri.

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