Clienti e acconciatori tutti senza mascherina: parrucchiere finisce nei guai

Il salone di viale Nino Bixio, privo anche dei dovuti registri, è stato sanzionato dalla polizia locale con la chiusura forzata per cinque giorni

Parrucchiere chiuso per cinque giorni dopo un controllo della polizia locale. Venerdì pomeriggio il Nucleo della Polizia Commerciale del Comando di via Castello d’Amore, nell'ambito dei controlli per il rispetto dell'ordinanza regionale anti Covid-19, ha effettuato un sopralluogo in un’attività di acconciatore che opera in viale Nino Bixio. All'interno del locale, gestito da un cittadino marocchino di 22 anni residente a Oderzo, sono stati sorpresi quattro operatori tutti privi di mascherine che stavano lavorando su altrettanti clienti, tre italiani e un albanese, anche loro senza alcun dispositivo di protezione. Oltre alla totale mancanza di mascherine, il titolare non aveva alcun registro della clientela in cui vanno annotati tutti i nomi per 14 giorni.

«Di fronte a violazioni palesi e così eclatanti gli agenti hanno elevato subito la sanzione prevista di 400 euro obbligando il titolare ad abbassare subito la serranda, procedendo alla chiusura dell'esercizio per cinque giorni - spiega il comandante della polizia locale, Andrea Gallo - Il verbale sarà trasmesso alla Prefettura di Treviso che potrà disporre una ulteriore chiusura fino a 30 giorni. Anche a carico dei clienti è stata elevata una sanzione di 400 euro per il mancato utilizzo della mascherina».

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I controlli per verificare il rispetto delle prescrizioni contro la diffusione del Covid-19 sono quotidiani: «Dopo la ripresa di tutte le attività economiche qualcuno pensa erroneamente che le misure anti contagio si siano allentate - aggiunge Gallo - Invece, è proprio in questo momento che non si deve abbassare la guardia e le verifiche come quella al parrucchiere dimostrano che l'attenzione del comando per il rispetto dell'ordinanza regionale è sempre massima per la tutela della salute di tutti. Il caso riscontrato venerdì è grave ma isolato. Le attività economiche di Treviso stanno osservando scrupolosamente le prescrizioni di legge e proprio per questo è necessario essere rigidi con chi invece non si adegua al rispetto delle regole, mettendo a rischio anche il lavoro fatto dagli altri esercenti».

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