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Venerdì, 24 Maggio 2024
Cronaca Paese / Via della Resistenza

Droni per sorvolare la zona, poi l'assalto a picconate: villetta saccheggiata

Ammonta a circa 25mila euro il bottino di un furto messo a segno da una banda di malviventi che ha preso di mira un'abitazione in via della Resistenza a Paese. Il proprietario: «Hanno distrutto casa, armadi, cassapanche e vetrine, cercavano una cassaforte»

Prima sorvolano un'area con un drone, per verificare se i residenti si trovano in casa. Poi, scelto l'obiettivo da colpire, entrano in azione, abbattendo a picconate la porta d'ingresso di una villetta, per poi saccheggiarla. L'episodio è avvenuto a Paese, in via della Resistenza, non distante dal centro commerciale "La Castellana", nella notte tra sabato e domenica, in un lasso orario che va dalle 20.30 all'1.30, approfittando dell'assenza dei proprietari. «Mi hanno fatto visita dei ladri che hanno prima perlustrato l’area con un drone» ipotizza la vittima del furto, Francesco Mardegan, in un post sulla pagina Facebook "Sei di Paese se" «ed in seguito hanno fatto irruzione, distruggendo a picconate il portoncino e la porta a vetro della cucina per poi rovistare e distruggere cassetti di tutta la casa, armadi, cassapanche e vetrine». E' probabile che i malviventi cercassero una cassaforte che però non hanno trovato: gli effetti del passaggio del ladri sull'interno dell'abitazione sono stati devastanti. «Hanno tolto e storto quadri quindi probabilmente cercavano cassaforti e hanno fatto un bottino di ori, argenti e contanti di circa 20/25 mila euro» continua Mardegan «Hanno anche coperto la telecamera con un telo bianco e per entrare hanno tagliato e scavalcato due recinzioni di due abitazioni diverse oltre a bloccare l’unico cancello d’entrata con del fil di ferro. Probabilmente sono professionisti ed erano quasi certamente più di uno». Sull'episodio indagano ora i carabinieri della stazione di Paese, subito allertati dal padrone di casa dopo essere rincasato e aver ritrovato la propria abitazione sottosopra.

l'effetto del passaggio dei ladri

I ladri non sempre si preoccupano di controllare di poter agire indisturbati. Un esempio? Venerdì scorso un ignoto malvivente è entrato in un appartamento al primo piano di una palazzina di via Don Milani a Treviso mentre i coniugi che ci vivono si trovavano in casa: il marito in salotto a guardare la tv, la moglie in bagno a fare la doccia. Il "topo d'appartamento", entrato da una finestra, si è appropriato di alcuni gioielli che la donna si era tolta e altri preziosi appartenuti alla madre, scomparsa alcuni mesi fa. «Abbiamo subito un furto in casa mentre guardavamo la televisione sono entrati dalla finestra della camera da letto, situata al primo piano, e mi hanno portato via i gioielli che mi ero appena tolta» ha raccontato Roberta Aliastro «Sono stati velocissimine sono sicura xche' in quella frazione di tempo io ero in bagno e il mio compagno in soggiorno: ci tenevano d'occhio sicuramente. Non hanno aperto neanche il comò hanno solo arraffato quello che c'era sopra al comodino e solo un orecchino di 2 dentro al comodino e sono usciti. Oltre al valore erano i gioielli di mia mamma».

Nei giorni scorsi intanto il presidente dell'associazione "Furti in corso" (e fondatore dell'omonimo gruppo Facebook che conta circa 19mila iscritti), Cristian Demma, ha lanciato la proposta di affiggere all'esterno delle abitazioni un cartello per rivendicare la possibilità, per ogni singolo cittadino (in base all'articolo 383 del codice di procedura penale), di poter eventualmente arrestare i ladri qualora venissero scoperti. "Attenzione!!! In questa abitazione ci avvaliamo dell'articolo 383 C.P.P., ogni privato cittadino può arrestare una persona se la stessa commette un reato perseguibile": così riporta il cartello presentato qualche giorno fa a favore delle telecamere delle emittenti televisive locali. Non è la prima volta che viene invocato il discutibile utilizzo di questo particolare articolo di legge: qualche anno fa era stato il Generale Antonio Pappalardo, già leader dei "gilet arancioni" e del movimento dei forconi, a proporne l'utilizzo per arrestare i parlamentari che erano stati eletti, secondo lui, con una legge elettorale anticostituzionale.

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