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Nella foto un tentativo di furto all'ecocentro di Treviso

Nella foto un tentativo di furto all'ecocentro di Treviso

Allarme furti negli ecocentri di Contarina, il Presidente Zanata: "C'è un racket nei rifiuti"

Sono ormai molti mesi che negli ecocentri della Marca si susseguono episodi di furti di materiale elettrico su commissione. Contarina assume così la vigilanza privata

TREVISO Stranieri in difficoltà economiche o irregolari costretti a mettere a segno furti per conto di un'organizzazione criminale che in questo modo si rifornisce, senza “sporcarsi le mani”, dei materiali stoccati presso gli ecocentri di Treviso e della provincia. Dai metalli ai materiali elettrici passando per le parti meccaniche di prodotti tecnologici abbandonati nelle apposite "gabbie" dei centri, spesso incustodite e lasciate alla mercè di chiunque. Si tratterebbe, e questo è il dato più inquietante, di un vero e proprio racket. Ne è convinto il presidente di Contarina, Franco Zanata, le cui denunce hanno spinto anche la Procura e le forze dell'ordine a fare luce sulla vicenda.

"Il problema non è tanto il furto in sè stesso – spiega Zanata a TrevisoToday- ma il fatto che a poca distanza dai vari ecocentri esistano punti di raccolta e container pronti a ricevere il materiale rubato. Tutto viene eseguito alla luce del sole e viene coordinato da soggetti poco raccomandabili. Ciò è simbolo di una vera organizzazione di base, un possibile racket che sfrutta persone in difficoltà per i propri interessi economici. E' per questo che dobbiamo spezzare la catena al più presto". Bande pronte a tutto, anche ad aggredire fisicamente gli addetti della partecipata che tentano di sventare i quotidiani furti di questi “predoni”. Negli ultimi mesi sono state poi decine le segnalazioni di semplici cittadini, ma anche di operatori del settore, che hanno indicato situazioni poco piacevoli nei pressi dei vari ecocentri della Marca. In molti hanno riferito che all'apertura dei cancelli al pubblico era normale vedere la corsa fulminea di diverse persone verso i container con l'obiettivo di accaparrarsi i pezzi migliori e poi sparire. Altri ancora hanno denunciato che al Cerd di Treviso, nei pressi dell'ingresso, ci sarebbe stata la presenza costante, quasi quotidiana, di almeno cinque/sei persone in attesa dell'apertura dei cancelli e pronte a sottrarre materiale all'interno. Una situazione che negli ultimi tempi ha iniziato ad essere insostenibile, tanto che il consigliere comunale Nicolò Rocco (PD) aveva già tempo fa segnalato il fatto alle istituzioni locali e alla stessa Contarina. "Potersi recare in sicurezza e tranquillità all'Ecocentro è un diritto per i cittadini. E la stessa serenità dev'essere garantita ai lavoratori che prestano servizio e si trovano purtroppo a vivere situazioni di tensione. Questi sono fatti intollerabili - ha dichiarato Rocco a TrevisoToday - Ho spesso segnalato in prima persona i disagi, facendomi portavoce di un imbarazzo diffuso. So che il Presidente Franco Zanata sta affrontando con serietà la faccenda e si è adoperato per trovare una soluzione, tanto che all'Ex Dogana i controlli della società di vigilanza sono aumentati e i risultati si vedono. Non bisogna però abbassare la guardia, perché il fenomeno si sposta fra i vari centri ed è evidente che i personaggi segnalati fungono da braccianti per qualche gruppo organizzato che li sfrutta".

La situazione però, almeno negli ultimi giorni, sembrerebbe essere in miglioramento, anche grazie ai controlli intensificati da parte degli operatori ecologici e all'utilizzo di nuovi sistemi di videosorveglianza e di vigilanza privata itinerante durante il giorno tra gli stessi ecocentri di Contarina. "Abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, istituzioni e forze dell'ordine comprese - ha dichiarato il presidente di Contarina, Franco Zanata - La situazione è infatti ben conosciuta e di non facile risoluzione, ma con in fondi a nostra disposizione stiamo comunque già cercando di migliorare la sorveglianza. E' poi fondamentale che i cittadini ci segnalino episodi simili appena vengono notati, mentre ai nostri operatori chiediamo di avvisare immediatamente le forze dell'ordine per un intervento sul posto, ove chiaramente ciò si renda necessario".

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