Cade in un torrente e non riesce a risalire: il soccorso alpino salva un 19enne

Il giovane di San Vendemiano stava facendo il bagno in una pozza d'acqua quando è improvvisamente scivolato in un tratto molto ripido

Un momento dei soccorsi

Intorno alle 14 di sabato la stazione del soccorso alpino di Maniago (PN) è stata attivata per un intervento sulle acque del Torrente Arzino, in località Curnila di Vito d'Asio, dove alcuni ragazzi cercavano refrigerio. Qui un diciannovenne di San Vendemiano, C.B., in un tratto ripido è scivolato nell'acqua ed è finito in una pozza dalla quale non riusciva più né a salire, né a scendere. Poco sotto la pozza, infatti, sfocia in un saltino con cascata. I soccorritori, otto persone del Soccorso Alpino assieme ai vigili del fuoco del distaccamento di Spilimbergo (PN) e coadiuvati da una squadra di soccorritori SAF (Speleo Alpino Fluviali) proveniente dalla centrale di Pordenone, hanno così effettuato le operazioni di recupero del caso.

Nello specifico, il giovane era stato trasportato dalla corrente verso valle, ma era comunque riuscito a mettersi in salvo su un terrazzino roccioso, visto che poco distante il corso dell'acqua si fa più impetuoso e la gola si restringe ulteriormente costituendo un serio pericolo per chiunque dovesse entrarci. Allestite le opportune manovre di corda, un soccorritore fluviale è stato calato per cinque metri dalla parete rocciosa e, una volta raggiunto e messo in sicurezza il giovane, lo stesso è stato poi recuperato dai colleghi con un sistema di paranchi opportunamente predisposto. Le condizioni del ragazzo sono buone, a parte lo spavento causato dall'insolita avventura. Sul posto anche due tecnici del CNSAS.

Ogni anno i vigili del fuoco intervengono in questo luogo per soccorsi analoghi a quello odierno, l'ultimo risale al 13 luglio scorso quando hanno messo in salvo un uomo trovatosi in difficoltà  nel tentativo di aiutare il suo cane trasportato nella forra dalla corrente. I vigili del fuoco invitano pertanto tutti i visitatori di quei luoghi a porre la massima attenzione e prudenza nel frequentarli, tenendo conto delle condizioni di pericolo connesse con l'impetuosità delle acque del torrente Arzino e dell'impossibilità di uscirne autonomamente in sicurezza.

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