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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Cronaca Santa Bona / Borgo Domenico Capriolo

Omicidio di Borgo Capriolo, l'accusa chiede l'ergastolo

Dura requisitoria del pubblico ministero Gabriella Cama nel processo a Branko Durdevic, il 38enne rom accusato di aver sparato e ferito a morte, l'8 febbraio del 2021, Domenico Durdevic. L'avvocato di parte civile Francesco Murgia ha chiesto un risarcimento per i familiari di oltre 1 milione e mezzo di euro

Condanna all'ergastolo, con isolamento diurno per la durata di una anno. E' questa la dura richiesta di condanna che il pubblico ministero Gabriella Cama ha formulato oggi, 16 marzo,  nei confronti di Branko Durdevic, il rom 38enne a processo per l'omicidio, aggravato dalla premeditazione, di Domenico "Joco" Durdevic, 53 anni di Treviso, avvenuto l'8 febbraio del 2021 a Borgo Capriolo, e per i tentati omicidi (anche questi premeditati, secondo l'accusa) del genero della vittima Giampiero Petricciolo, della moglie di Joco Vera Olah e della figlia Samantha Durdevic. 

In una lungo requisitoria l'accusa ha ripercorso le tappe della sparatoria i cui esiti, circa un mese dopo dai fatti, fu tragica: Domenica Durdevic cadde ferito alla testa da un colpo di pistola sparato da Branko e morì qualche settimana dopo il suo ricovero. La Cama ha quindi ritracciato i rapporti deteriorati tra i due nuclei familari (che sono tra loro imparentati), fatti di tensioni per la gestione dei figli di Sharon Salvi, la ex moglie di Riccardo Durdevic, figlio della vittima, e anche la nuova compagna di Branko Durdevic. Quest'ultimo, tra l'altro, secondo l'accusa non avrebbe perdonato la relazione extraconiugale con sua moglie.

E' questo clima di acrimonia e vendetta che, secondo il pubblico ministero, farebbe da sfondo all'omicidio, "annunciato" da alcuni video minacciosi realizzati su Facebook proprio dal presunto assassino, nei quali avrebbe intimidito Joco e la sua famiglia e gli "invitava" a stare lontano da lui, dalla compagna e dalla figlia di lei (gli altri due figli erano invece stati dati ai nonni paterni). Neppure l'intervento degli anziani rom era riuscito a calmare le acque fino a quell'8 febbraio, in cui Joco e i parenti più stretti si recano nella casa di Borgo Capriolo per prelevare la bambina ma trovano soltanto Branko, che avrebbe aperto il fuoco. Francesco Murgia, avvocato di parte civile (la famiglia Durdevic e le vittime del tentato omicidio) ha chiesto per i suoi assistiti un risarcimento che di oltre un milione e mezzo di euro.

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