rotate-mobile
Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca Vittorio Veneto

Vittorio Veneto vince la sfida sul campo da gioco della righèa: Conegliano sconfitta 3-0

Nell'Alta Marca Trevigiana rivive il gioco della tradizione pasquale con le uova sode: nel giorno di Pasquetta nemmeno la pioggia ha fermato le migliaia di persone giunte nei campi da gioco a Vittorio Veneto, Conegliano e San Vendemiano. Presso la righèa del Parco San Valentino, a Cozzuolo, in scena anche la tradizionale sfida fra sindaci: Tonon batte Zambon

VITTORIO VENETO Il team di Vittorio Veneto vince anche quest’anno la sfida sul campo da gioco della righèa, battendo 3 a zero Conegliano. Presso la righèa del Parco San Valentino, a Cozzuolo di Vittorio Veneto, nel pomeriggio di lunedì – giorno di Pasquetta - come tradizione si è svolta la sfida fra sindaci al gioco della righèa. Presenti per Vittorio Veneto Roberto Tonon e per Conegliano Floriano Zambon (assente invece il rappresentante di San Vendemiano, il terzo comune del circuito 2017 dell’Andar per borghi a visitar righèe).

Alle 15.30 il via della gara, rallegrato dall’atmosfera di festa che si respirava nel parco. Ad avere la meglio, nettamente, è stato il sindaco Tonon che ha sconfitto Conegliano con un secco 3 a zero. Sfortunato Zambon che più volte, nei lanci, ha sfiorato l’uovo di Vittorio Veneto, senza centrarlo. “È terreno ostile” ha più volte sottolineato sorridendo Zambon che quest’anno ha giocato fuori casa. Lo scorso anno la sfida fra sindaci si era svolta in piazza Cima a Conegliano e sempre Vittorio Veneto, rappresentata nel 2016 dall’assessore Giovanni Napol, aveva avuto la meglio. Per il secondo anno, dunque, Vittorio Veneto si è aggiudicata la sfida. Presenti alla sfida anche il vice sindaco di Vittorio Veneto Alessandro Turchetto e l’assessore Giovanni Napol, che poi si sono pure cimentati in una sfida a 4 con i sindaci, dando ciascuno prova della propria tecnica e arte a tirar le uova sode.

Giocavo da bambino nella righèa di Colle Umberto – ha ricordato Roberto Tonon - poi ho riscoperto questo gioco ai tempi del liceo con il mio professore ed ex sindaco Aldo Toffoli, che ha pure scritto un libricino su questo gioco. Ora la righèa è stata riscoperta anche in luoghi come questo (Cozzuolo) in cui un tempo non era presente. E questo grazie ai volontari”. “A Conegliano, in piazza Cima – ha specificato Floriano Zambon – la chiamiamo rigolana e si differenzia dalla righèa solo per il coppo, posto sulla testa del catino, da cui viene fatto scendere l’uovo. Questo evento testimonia come siano state riseminate nelle nostre comunità le tradizioni, riportando in vita un pezzo della nostra storia”. “Da quasi 20 anni grazie all’impegno dei tanti comitati abbiamo riscoperto questo gioco della nostra tradizione pasquale – ha ricordato Mario Longo, presidente di Insieme per Ceneda una delle realtà che compongono la Comunità Ludica della Righèa - La soddisfazione è tanta ed è merito degli oltre 150 volontari che tengono vivo questo gioco, ma anche delle amministrazioni che ci sostengono”. Al termine della sfida, sono stati premiati i volontari della Comunità Ludica della Righèa con il tradizionale uovo d’argento. E archiviato il boom di presenze nel giorno di Pasquetta, si continua a giocare a righèa o rigolana fino al 23 aprile con accesso libero nei campi da gioco.

IL GIOCO DELLA RIGHÈA - Dalla domenica di Pasqua fino a quella successiva, con clou nel giorno di Pasquetta, tutti giocano a righèa o rigolana come viene chiamata nel Coneglianese. Bambini e nonni, famiglie e giovani si ritrovano nei campi da gioco per cimentarsi in un gioco semplice, genuino e che unisce tutti. Ciascun giocatore è munito di uova sode dipinte, così da personalizzarle, che a turno vengono fatte rotolare nella righèa. Lo scopo è colpire le uova avversarie, ammaccandole senza però danneggiare la propria, o far raggiungere al proprio uovo la monetina che si trova nel campo, che così viene vinta. La righèa viene costruita con sassi, sabbia, creta e terra ed è un’arte che viene pure tramandata. Le regole di gioco sono semplici e per chi non le conosce ci sarà modo di trovare, presso ciascun campo da gioco, dei volontari disposti ad insegnare il gioco. Come tutti i giochi c’è anche un arbitro, il ranzinier, che con un apposito bastone (ranzìn) recupera le uova dalla righèa.

9 CAMPI DA GIOCO - Si gioca a Vittorio Veneto nel quartiere di Ceneda al Bar Duomo (in piazza Giovanni Paolo I), a Casa Baccichetti (in via Enrico Toti) e alla scuola Santa Giovanna d’Arco (in via del Fante); a Cozzuolo presso la righèa allestita all’interno del Parco San Valentino (in via Grazioli); a San Giacomo di Veglia nella corte del Borgo Al Ponte e a Carpesica nella suggestiva cornice di Borgo Pretura. Rigolana a Conegliano nella centralissima Piazza Cima, ai piedi del municipio, e nella frazione di Scomigo, precisamente a Borgo San Pierin. Infine a San Vendemiano si gioca nella piazza davanti al Municipio (piazza San Marco). Tutti i campi da gioco hanno accesso libero.

COMUNITÀ LUDICA DELLA RIGHEA: 150 VOLONTARI PER UNA TRADIZIONE - L'associazione Insieme per Ceneda ha fatto rinascere, a partire dagli anni Novanta, la tradizione della righèa. Ora la porta avanti grazie ai volontari che costruiscono le righèe, accolgono i visitatori e conservano il rituale: sono la Comunità Ludica della Righèa. Oltre ad Insieme per Ceneda ne fanno parte: associazione San Valentino, associazione Sant'Elena, Giovani San Vendemiano, Borgo Al Ponte, Famiglie di Borgo Pretura, Casa Baccichetti, associazione Dama Castellana, Bar Duomo a Ceneda e Istituto Santa Giovanna d’Arco.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Vittorio Veneto vince la sfida sul campo da gioco della righèa: Conegliano sconfitta 3-0

TrevisoToday è in caricamento