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Liste di riserva per i vaccini, i sindacati: «No agli accordi solo con Confcommercio»

Irone, segretario generale Filcams Cgil di Treviso: «Il piano vaccini, in contingenza di dosi, deve privilegiare anziani, persone con patologie e i lavoratori delle attività essenziali»

«Bene la lista di riserva ma, su una partita delicata come questa che dovrebbe trovare il massimo coinvolgimento di tutti gli attori in campo per la garanzia e difesa della salute, non è per nulla corretto che l’Ulss trevigiana interloquisca unilateralmente con solo uno di questi, nella fattispecie con Confcommercio». E' dura e secca la posizione di Alberto Irone, segretario generale della Filcams Cgil di Treviso, che pretende che le parti sociali siano interpellate e diano un loro contributo proprio sulla compilazione delle liste di persone da poter chiamare seduta stante in caso di maggiore disponibilità di vaccini.

«Sono i sindacati le organizzazioni che rappresentano quei lavoratori che da un anno a questa parte hanno dimostrato grande senso di responsabilità e professionalità. Le stesse organizzazioni che allo stesso tempo con forza hanno più e più volte chiesto alle autorità sanitarie del territorio maggiore attenzione per questi lavoratori, nel garantire la loro sicurezza, nell’esecuzione dei tamponi e oggi nella somministrazione dei vaccini. Allora – puntualizza piccato Irone – è quanto mai scorretto che l’Ulss 2 e Confcommercio procedano non ascoltando, ancora una volta, le nostre legittime istanze».

«Teniamo presente che il piano vaccini, in contingenza di dosi, debba privilegiare anziani, persone con patologie, i più esposti a rischio contagio e i lavoratori delle attività essenziali, come gli addetti dei supermercati. Questo è un punto fermo per la Cgil, che dal primo minuto si è subito espressa per tutelare la salute dei più deboli, dei fragili – aggiunge Irone – Certo è che la nostra disponibilità a dialogare, monitorare, a tracciare percorsi condivisi, non è mai venuta meno, anzi. Per questa ragione non è giustificabile questo voltafaccia. Chiediamo all’Ulss di non aspettare un minuto di più e aprire un confronto puntuale che tenga insieme tutti e le ragioni di tutti per procedere speditamente non solo alla stesura delle liste di riserva ma ancora una volta per affrontare l’insieme dei nodi emergenti in questa terza ondata pandemica».

Campagna vaccinale nei luoghi di lavoro

Campagna vaccinale nei luoghi di lavoro, Cgil, Cisl e Uil territoriali chiedono che il piano venga condiviso con tutte le parti interessate: organizzazioni sindacali, associazioni di categoria e Ulss. «Non è il momento delle differenziazioni territoriali o aziendali - affermano Mauro Visentin, Massimiliano Paglini e Gianluca Fraioli, segretari generali di Cgil Treviso, Cisl Belluno Treviso e Uil Treviso - Così come a livello nazionale le organizzazioni sindacali hanno chiesto ai ministri della Salute e del Lavoro di convocare rapidamente il tavolo tecnico per aggiornare il protocollo alla Sicurezza nei luoghi di lavoro comprensivo di un piano per le vaccinazioni, allo stesso modo a livello locale un eventuale piano vaccini nelle aziende va condiviso e strutturato assieme a parti sociali e associazioni imprenditoriali».

«Il piano vaccinale sul territorio - sottolineano Paglini, Visentin e Fraioli - deve prima di tutto rispettare quelle che sono le indicazioni fornite dalla programmazione ministeriale sulle categorie prioritarie. Dopodiché, se ci sarà modo di aprire alle vaccinazioni nei luoghi di lavoro, ben venga questa opportunità, che però va condivisa e organizzata con tutte le parti interessate e seguendo in ogni caso l’ordine di priorità indicato dal ministero».

In questa delicata fase, per Cgil, Cisl e Uil è fondamentale «evitare fughe in avanti, agire nel rispetto di quanto previsto dal piano nazionale e cercare di fare subito chiarezza su una questione estremamente delicata come quella della vaccinazione nei luoghi di lavoro, che va favorita ma gestita con le necessarie garanzie di sicurezza per i lavoratori e con le stesse modalità operative per tutte le imprese e tutti i territori. A tal fine come Sindacati unitariamente chiederemo un incontro urgente ad autorità sanitaria e parti datoriali per riallinearsi e procedere insieme sulla stessa strada».

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