Zanoni (PD): «Fiumi di soldi alla viticoltura, ma nel biologico il Veneto è fanalino di coda»

Il consigliere regionale: «Serve un’agricoltura amica dell’ambiente e della salute»

«Un fiume di denaro a un singolo settore agricolo, come se il Veneto fosse una gigantesca monocoltura». Così Andrea Zanoni commenta la risposta di qualche giorno fa dell’assessore Pan all’interrogazione sui fondi destinati dalle due Giunte Zaia alla filiera vitivinicola nel periodo 2009-2019, ben 580 milioni di euro ovvero mezzo miliardo abbondante. «Un continuo crescendo, dai 18.530 euro dell’annata 2009/2010 ai 48.925 di quella 2018/19. Nel dettaglio, secondo quanto riferito dall’assessore, oltre 100 milioni sono stati destinati alla promozione dei vini veneti al di fuori dell’Ue, 200 per la riconversione dei vigneti, altri 80 per sostenere gli investimenti in macchinari, 26 in favore delle aziende vitivinicole guidate da giovani agricoltori, 116 ancora per macchine ed attrezzature per la gestione dei vigneti e la ristrutturazione dei fabbricati per la produzione vinicola, infine ulteriori 38 per investimenti strutturali».

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

«La Regione dedica risorse sproporzionate a questo comparto, una coltivazione che è ad alto utilizzo di chimica di sintesi. E infatti in Veneto le vendite di pesticidi continuano ad aumentare. I tanti discorsi di Zaia sul biologico sono aria fritta. Nella nostra regione - attacca Zanoni - la superficie agricola dedicata a metodi di produzione biologici nel 2017 era appena il 2,3% della superficie agricola utile, un terzo della media europea che è del 6,7% e addirittura un sesto della media nazionale, pari al 12,3%, tant’è che siamo in coda alla classifica delle venti regioni italiane. Al contrario siamo una di quelle col rapporto più elevato delle quantità di pesticidi per ettaro di superficie: 31 kg per ettaro mentre la media italiana è 13. Tutti dati che arrivano dalla stessa Regione, tramite il rapporto Veneto Sostenibile di fine 2019 sugli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu sulla sostenibilità. Continuare su questa strada a fronte dell’emergenza climatica è una scelta suicida. Ma chi governa il Veneto da decenni non ha alcuna intenzione di cambiare idea. Serve una vera riconversione agricola, per avere meno emissioni climalteranti e ridurre l’inquinamento, di cui le industrie di produzione di fertilizzanti chimici e pesticidi di sintesi sono tra le principali responsabili. E meno inquinamento significa più salute: tre recenti studi scientifici di università italiane, europee e statunitensi hanno messo in correlazione smog e maggiore mortalità da Covid 19. Ma anche senza coronavirus - conclude Zanoni - purtroppo, l’Italia resta al primo posto in Europa per decessi prematuri legati all’inquinamento atmosferico così come certificato dall’Agenzia europea per l’ambiente dell’Ue».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Cade nelle acque del Sile, fugge in treno e lo ritrovano a Bassano

  • Tragedia in A27: perde il carico, scende a recuperarlo ma viene travolto

  • Grandine e vento forte, il maltempo torna a colpire la Marca

  • Male incurabile, il sorriso di mamma Liliana si spegne a 47 anni

  • Tragico schianto col furgone nella notte: 62enne muore a pochi metri da casa

  • Ha combattuto fino alla fine il male, muore ex direttrice di banca

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
TrevisoToday è in caricamento